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Il leghista Mastrilli critica l’entrata nel partito di Jwan Costantini

L'esponente giuliese Gianni Mastrilli dichiara: "Un’operazione inopportuna e mal gestita"

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Teramo.  Una presa di posizione distante e dagli aspri giudizi quelle del leghista Gianni Mastrilli, nei confronti del “volta bandiera” del sindaco di Giulianova Jwan Costantini, nuovo volto leghista entrato da poco nella cernita giuliese di Matteo Salvini.  A tal proposito,  Mastrilli afferma: “Oggi mi chiedo se ne sia valsa la pena. Mi sono dedicato come coordinatore cittadino, sin dal 2017, con passione e dedizione al partito” e sottolineando come sia corso  “alle elezioni regionali più per spirito di servizio che per ambizione personale”.

 

Il leghista Mastrilli  evidenzia come il suo gruppo politico  sia stato il primo ad ottenere in passato una reale e ampia base elettorale, grazie a scelte convinte come quella dell’inserimento di Pietro Tribuiani nella lista per le elezioni comunali. “Alla luce di tutto questo, con estremo rammarico, assisto all’entrata di Jwan Costantini nel partito” prosegue Mastrilli “un’operazione inopportuna e mal gestita, nei tempi e nei modi, oltre che irrispettosa nei confronti di chi ha creduto nel progetto Lega a Giulianova e si è molto speso in campagna elettorale nel proporre una visione politica differente rispetto all’agglomerato di liste civiche”.

 

L’operazione dell’entrata nella Lega del sindaco di Giulianova non ha trovato approvazioni all’unanimità, generando malumori anche all’interno dello stesso gruppo cittadino salviniano. Inoltre Gianni Mastrilli ha proseguito la sua riflessione, dichiarando come il suo lavoro di consigliere cittadino  sia sempre stato espressione di onestà,  trasparenza oltre che via del bene cittadino e del proprio partito. Un epilogo sibillino dalle aspre parole ha chiuso le dichiarazioni dell’esponente leghista giuliese affinché “Questa storia sia di monito ai giovani che si avvicinano alla politica, rispettino sempre i principi di coerenza e lealtà”, conclude Mastrilli, “senza svendere mai la propria dignità in cambio di chissà quali interessi”.

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