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In centinaia per l’ultimo saluto a Giandomenico, pasticcere ucciso da Giovanni Greco

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Pescara. Centinaia di persone, ieri pomeriggio, per l’ultimo saluto a Giandomenico Orlando, il pasticciere 67enne ucciso a coltellate mercoledì mattina davanti al suo locale, nel centro di Pescara. Il corteo funebre è partito proprio davanti alla nota pasticceria, luogo dell’agguato, ed ha percorso, tra il silenzio e la commozione, le strade del centro, fino a raggiungere la chiesa di Sant’Andrea. Presenti, tra gli altri, il sindaco e il vicesindaco di Pescara, Marco Alessandrini e Enzo Del Vecchio. Nella sua omelia padre Costante Barlorenzo_funeralion ha invocato “la misericordia per il nostro fratello e per chi, purtroppo, ha fatto questo gesto inconsulto e inumano. Attenti che il nostro cuore sia capace di perdonare e che non venga attanagliato dalla violenza” ha aggiunto il sacerdote  “non dobbiamo avere sentimenti di vendetta. Certamente tutti avete conosciuto Giandomenico” ha proseguito  “e avete assaggiato i suoi dolci. Un lavoro, il suo, che in qualche modo addolcisce la vita. Lo avete conosciuto per tutto quello che ha operato. Avete conosciuto la sua bontà. Siamo qui per riconoscergli tutto questo e oggi, almeno per oggi, per dirgli un grazie sincero”. Al termine della funzione un lungo applauso ha accolto il feretro di Orlando. Per la morte del pasticciere, dopo l’agguato è finito in carcere il presunto omicida, Giovanni Grieco, 41 anni, accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. All’origine del gesto, infatti, ci sarebbero vecchie ruggini condominiali. Per il sindaco Alessandrini “resta il senso di incredulità” per una “morte così assurda, così violenta e così ingiusta”. Il vicesindaco invece ha auspicato una “forte riflessione su ciò che è stato fatto e su ciò che non è stato fatto” e sul perché l’omicida abbia “potuto essere lì in quel momento”.

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