L’Aquila. Non è soltanto un’emergenza economica per le imprese, ma un attacco diretto alla tenuta degli approvvigionamenti e all’autosufficienza alimentare dell’intero Paese. La paralisi dei trasporti che sta bloccando il comprensorio del Fucino mette a repentaglio la fornitura di beni di prima necessità per milioni di cittadini. E’ questo l’allarme lanciato da Confagricoltura Abuzzo.
“Fermare con blocchi forzati, intimidazioni e atti di sabotaggio i mezzi diretti verso i mercati, la Grande Distribuzione e le industrie di trasformazione del Centro-Sud significa interrompere a tutti gli effetti un servizio di pubblica utilità – afferma l’ente – L’imprenditore agricolo non svolge infatti una semplice attività commerciale, ma rappresenta il primo e insostituibile garante della sicurezza e della sovranità alimentare nazionale: assicurare ogni giorno cibo fresco sugli scaffali è un presidio sociale strategico che lo Stato ha il dovere di proteggere”
Di fronte a una situazione ormai fuori controllo, il Presidente di Confagricoltura Abruzzo, Fabrizio Lobene, è intervenuto con una presa di posizione netta, inviando una comunicazione urgente ai vertici regionali e nazionali:
“Carissimi,
segnalo che dal FUCINO, in piena raccolta degli ortaggi, non parte più nulla verso i mercati, le piattaforme della GDO, le imprese agroalimentari di lavorazione e condizionamento e trasformazione di prodotti agricoli situati nel Centro e Sud Italia.
Accanto ai prodotti deperibili, in pratica tutte le verdure a foglia, pomodori e finocchi, ci sono carote e patate.
In questo periodo il nostro comprensorio assicura, ai consumatori italiani, il 60% dei prodotti orticoli.
I nostri associati ci segnalano blocchi stradali praticati da manifestanti che usano anche pratiche illegali come la foratura di pneumatici a chi vuole transitare. Ricordiamo che con il riempimento degli scaffali dei negozi l’imprenditore agricolo assicura un servizio pubblico indispensabile e, a tutti gli effetti, da tutelare.
A questi livelli non bastano più comunicati stampa ma richieste al Governo nazionale con assoluta urgenza:
- del ripristino dell’ordine pubblico,
- della sospensione delle accise dei carburanti,
- della sospensione dei contributi agricoli dipendenti e autonomi,
- della sospensione degli interessi passivi dei mutui.
“Lasciare che il 60% della produzione orticola nazionale marcisca nei magazzini o resti bloccata sui piazzali per l’impossibilità di circolare liberamente e in sicurezza rappresenta un paradosso inaccettabile – conclude Confagrcoltura – Confagricoltura Abruzzo ribadisce che difendere il lavoro degli agricoltori del Fucino significa difendere l’autonomia alimentare dell’Italia, senza il ripristino immediato della legalità sulle strade e senza misure straordinarie che abbattano il peso insostenibile dei costi energetici, previdenziali e finanziari, a pagare il prezzo più alto saranno l’intera filiera agroalimentare e le famiglie italiane”



