L’Aquila. Una notte difficile, tra pareti rocciose, breccia instabile e il rischio costante di caduta massi. È lo scenario in cui si è svolto l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo per recuperare un escursionista che aveva perso il sentiero a circa 2.600 metri di quota, nella zona di Passo del Cannone, sul Gran Sasso.
L’uomo, ritrovatosi in un’area particolarmente impervia e sotto alcuni salti rocciosi, ha chiesto aiuto trasmettendo la propria posizione. Da quel momento è scattata la macchina dei soccorsi, con le squadre di terra impegnate in una lunga e delicata operazione di ricerca.
Una discesa di 120 metri per raggiungere l’escursionista
Dopo diverse ore di ricerche, i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo sono riusciti a individuare l’escursionista. Ma raggiungerlo non è stato semplice.
Per arrivare fino a lui, i soccorritori hanno dovuto effettuare una calata di circa 120 metri, muovendosi in un ambiente severo, caratterizzato da pareti rocciose e detriti instabili. Una situazione che richiedeva la massima attenzione: il rischio di provocare o essere investiti dalla caduta di pietre rendeva ogni movimento particolarmente delicato.
La priorità era raggiungere l’uomo e metterlo in sicurezza, affrontando le difficoltà tecniche imposte dalla montagna e dalle condizioni del terreno.
Messo in sicurezza e accompagnato a Campo Imperatore
Una volta raggiunto, l’escursionista è stato stabilizzato, rifocillato e messo in sicurezza dai tecnici intervenuti. Solo dopo aver verificato le sue condizioni è stato possibile procedere con l’accompagnamento verso una zona più sicura.
L’uomo è stato quindi condotto fino a Campo Imperatore, dove è stato affidato al personale sanitario del 118 per le valutazioni del caso.
La montagna non perdona gli errori: decisiva la richiesta di aiuto
L’intervento riporta l’attenzione sui rischi dell’escursionismo in alta quota, soprattutto quando si perde il tracciato e ci si ritrova in zone esposte, dove anche pochi passi possono trasformarsi in un pericolo.
In questo caso, la trasmissione della propria posizione ha consentito di avviare le ricerche e orientare l’intervento dei soccorritori, che hanno lavorato per ore in condizioni ambientali difficili, fino al raggiungimento e al recupero dell’uomo.
Il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo è intervenuto con le proprie squadre di terra, portando a termine un’operazione complessa in uno degli ambienti più impegnativi del massiccio del Gran Sasso.
Una notte di lavoro, tecnica e determinazione, per riportare l’escursionista al sicuro.



