The news is by your side.

Governo boccia per la seconda volta il Cura Abruzzo 1, Pd e M5S: Giunta regionale incapace

Impugnati anche correttivi su legge su misure a sostegno di famiglie e imprese nell'emergenza Covid

4

L’Aquila. Il Consiglio dei Ministri ha bocciato anche i correttivi che la Giunta regionale aveva inviato a Roma in seguito alla prima impugnativa davanti alla Corte costituzionale, relativa a due articoli della cosiddetta legge Cura Abruzzo 1, sulle misure a sostegno di famiglie e imprese per la emergenza covid, approvato dal Consiglio regionale abruzzese lo scorso 6 aprile. La motivazione sta nella mancata copertura finanziaria. Insorgono le opposizioni di centrosinistra e del Movimento Cinque Stelle che parlano di “Governo regionale approssimativo e incapace”.

“Sono sei mesi che diciamo che questo governo regionale è approssimativo e confusionario e con il nuovo e pesantissimo rilievo arrivato dopo l’ultima seduta del Consiglio dei Ministri arriva la conferma: impugnate e inviate alla Corte Costituzionale anche le modifiche apportate a due articoli della legge Cura Abruzzo 1”, spiega il capogruppo Pd, Silvio Paolucci, “davvero incapaci di governare bene – continua l’ex assessore al bilancio – Perché in questo modo faranno perdere altro tempo ai destinatari che aspettano le risorse, in un momento di piena crisi economica e sociale da coronavirus. Una situazione che ha del paradossale visto che la legge era stata già osservata una volta e quindi avrebbe dovuto essere corretta in maniera spedita e definitiva. Così non è stato e l’Abruzzo e gli abruzzesi pagheranno tanti e tali errori”.

Per il capogruppo in consiglio regionale penstastellata, Sara Marcozzi, la Giunta di centrodestra riesce a sbagliare anche le correzioni indicate dal Governo per il Cura Abruzzo, inaccettabile che tanta approssimazione blocchi l’Abruzzo nella emergenza covid”. “Il motivo è sempre il solito: articoli privi di copertura finanziaria. La pezza si è dimostrata peggiore del buco, tanto da essere necessario un secondo richiamo e sempre per la stessa motivazione. Una situazione ai limiti del grottesco”, conclude Sara Marcozzi, “di cui non si vede la conclusione”.

Articoli più letti

Ultimi articoli