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Gli abruzzesi tirano la cinghia e la casta regionale si regala alcune concessioni economiche

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L’Aquila. Lo scorso 11 novembre, nell’indifferenza generale, il Consiglio regionale della Regione Abruzzo ha deliberato praticamente all’unanimità la modifica della legge 40/2010 che disciplina tra l’altro il TFR dei singoli consiglieri. Tale norma è stata inserita tra le pieghe della discussione in quanto non prevista all’ordine del giorno della seduta. “Con l’approvazione delle modifiche votate i Consiglieri Regionali – Spiega Roberto Santangelo (Fi), Vice coordinatore provinciale dell’Aquila –  potranno usufruire del TFR loro spettante per il mandato, circa 50.000 euro, in qualsiasi momento, senza attendere il temine della legislatura e a differenza di quanto previsto per ogni altro lavoratore, senza giustificazione alcuna”. In un momento così difficile in cui gli italiani e gli abruzzesi, affrontando sacrifici sempre maggiori, la solita “casta” cerca nuovi modi per acquisire benefici. “La modifica della legge 40/2010 non è illegittima – prosegue Santangelo –  ma è semplicemente fuori luogo in un momento in cui milioni di Italiani non riescono ad arrivare a fine mese inregione-abruzzovece i nostri consiglieri regionali si appropriano di un ulteriore benefits. Spiace constatare che tale modifica sia stata votata anche dai consiglieri del mio partito, Forza Italia. Faccio appello al capogruppo Sospiri affinché possa presentare un emendamento che abroghi tali modifiche”. Inoltre, “D’Alfonso in campagna elettorale, come ampiamente riportato dagli organi d’informazione – conclude il Vice Coordinatore provinciale – aveva più volte sostenuto di voler tagliare gli emolumenti dei consiglieri regionali equiparandola a quella del sindaco di capoluogo di regione ma a oggi (dopo ben 30 giunte dal suo insediamento) dalla sua maggioranza regionale non è arrivata nessuna proposta”.

 

Roberto Santangelo

Vice coordinatore provinciale FI L’Aquila

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