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Giro di prostituzione low cost in un centro massaggi, nei guai un uomo e una donna cinesi

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montesilvano-centri-massaggi-cinesi-arresti-e-sequestriPescara. L’insegna era di un centro massaggi, in realtà i servizi offerti erano prestazioni sessuali a pagamento. Per trovare clienti i gestori del locale nella zona centrale di Pescara, un uomo e una donna cinesi, pubblicavano annunci online o sui giornali con immagini di avvenenti operatrici. I due sono finiti agli arresti domiciliari per sfruttamento della prostituzione nell’ambito di un’operazione della Squadra Mobile. Le ordinanze di custodia sono state emesse dal Gip del Tribunale Nicola Colantonio, su richiesta dei pm Salvatore Campochiaro e Valentina D’Agostino che hanno coordinato le indagini, basate su appostamenti, intercettazioni telefoniche e testimonianze dei numerosi clienti, alcuni dei quali ripresi da telecamere della Polizia. Secondo gli agenti coordinati da Pierfrancesco Muriana, i due gestivano gli incassi di tre ragazze che giorno e notte ‘operavano’ nel centro, un giro d’affari da 20mila euro al mese. Il Gip ha sottoposto a sequestro preventivo l’immobile per impedire la reiterazione dei reati. Ulteriori particolari saranno forniti nel corso della conferenza stampa in programma alle 11.30 presso la Questura di Pescara

Un’indagine fatta di appostamenti, intercettazioni telefoniche e testimonianze dei numerosi clienti che frequentavano il centro, che sono stati anche ripresi dalle telecamere della polizia nel mentre delle prestazioni sessuali, che ha evidenziato come il mercato del sesso “low cost” sia in mano ai cinesi. Erano i due arrestati a tenere i contatti con i clienti e a gestire i ricchi incassi delle tre prostitute che giorno e notte lavoravano nel centro. Il gip ha anche sottoposto a sequestro preventivo l’immobile per impedire la reiterazione dei reati. Ulteriori particolari nel corso della conferenza stampa che si terra’ alle ore 11.30 odierne presso la sala conferenze della questura di Pescara (secondo piano plesso Squadra Mobile). “L’indagine è nata anche grazie a una lettera spedita in Questura da una moglie tradita – ha spiegato in conferenza stampa il primo dirigente Pierfrancesco Muriana ¬ Diceva di essere stanca dei continui tradimenti del marito. Si era anche rivolta a un investigatore privato per farlo seguire. Da qui è partita la nostra attività investigativa attraverso pedinamenti e intercettazioni telefoniche all’utenza della donna arrestata, poi con riprese video all’interno del centro per mostrare in modo inequivocabile quello che accadeva”. Come verificato dagli inquirenti, l’uomo arrestato gestiva la cassa e controllava i locali, mentre la donna, sua collaboratrice e fidanzata, rispondeva al telefono e prendeva appuntamenti. Almeno tre le ragazze che lavoravano nel centro massaggi che aveva comunque tutte le autorizzazioni sanitarie; le tre giovani avevano un regolare contratto come massaggiatrici. Le prestazioni sessuali costavano circa 50 euro ed erano fornite nell’arco dell’intera giornata.

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