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Giornata nazionale dell’infermiere: in Italia mancano circa 60mila figure

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Il 12 maggio si celebra la Giornata Nazionale dell’infermiere, una professione centrale nel sistema
assistenziale nazionale sia Pubblico che Privato e, nonostante la sua rilevanza, in Italia mancano
circa 60mila infermieri, quelli presenti sono stati e sono tutt’ora in prima linea accanto ai pazienti,
senza orari, in ogni condizione, prestando assistenza e distinguendosi per impegno e
professionalità.

La pandemia da SARS CoV- 2 ha messo in evidenza l’importanza di questa professione, fatta di
valori, di competenze, di umanità, in grado di ridurre nei momenti più difficili, quella distanza che a volte isolava chi veniva assistito, lontano dai suoi affetti, grazie al rapporto diretto tra paziente/famiglia, la sinergia con le altre professioni Sanitarie, è divenuta il simbolo della lotta e la resistenza contro un nemico sconosciuto, pagando a volte un caro prezzo a favore di un bene maggiore. Per queste ragioni vanno messe in atto tutte le iniziative utili, sia per la valorizzazione del personale impegnato nella lotta alla diffusione e al contenimento del COVID-19, sia per garantire le risorse necessarie per il reclutamento del personale e per i rinnovi contrattuali della Sanità Pubblica e Privata per l’applicazione CCNL Aiop–Aris e rinnovo CCNL RSA. Va data continuità all’indennità malattie infettive l’art.86, comma 6, lettere c) del CCNL comparto sanita’ 2016/2018, in emergenza da COVID- 19 anche per l’anno 2021, come già richiesto all’assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo.

“Come Organizzazione Sindacale che da sempre si muove a tutela dei diritti dei lavoratori tutti,
ringraziamo gli infermieri ed il personale sanitario tutto per lo straordinario impegno e sacrificio, da
sempre dimostrato a favore della comunità”.

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