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Giornalismo di pace e fake news; il punto all’Aquila con l’Arcivescovo Petrocchi

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L’Aquila – Si è svolto questa mattina all’Aquila presso l’Aula Magna dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila, collegato alla Facoltà di Sacra Teologia della Pontificia Università Lateranense. L’evento, che è stato organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo ed inserito nella formazione obbligatoria ha trattato il tema: “Fake news e giornalismo di pace – La verità vi renderà liberi”. E’ stata una occasione per celebrare anche la ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. I lavori sono stati introdotti da don Claudio Tracanna, responsabile della comunicazione per l’Istituto, e seguiti da una relazione introduttiva del Presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo Stefano Pallotta. “San Francesco di Sales,  ci consente di riflettere sulle questioni che stanno di fronte alla nostra professione. I social media hanno fatto diventare di attualità questo tema delle fake news. Con l’Arcivescovo dell’Aquila ci siamo impegnati a fare una riflessione, in un incontro che è caratterizzato come interscambio culturale e di approfondimento. Le fake news che hanno trovato una forte diffusione anche attraverso i social che consente a tutti i cittadini di entrare nel mondo di una comunicazione. E’ una evoluzione democratica di partecipazione attiva. In realtà le fake news è la dimostrazione del fallimento di questo giornalismo di cittadinanza, poichè con i social vengono veicolate tante di quelle informazioni false, ma soprattutto disinformazione, che trae in inganno anche chi svolge questa professione che ha gli strumenti per verificare le fonti. Il processo non si riesce ad arrestare anche  in conseguenza anche dell’offerta crescente dei social media, che di fatto forma l’opinione pubblica. Facebook ha istituito un gruppo di esperti i quali  stanno cercando di trovare un metodo di selezione e di verifica per le false notizie, si cerca in pratica di attuare un algoritmo per isolarle. Devono essere dunque  i giornalisti – conclude Pallotta – i portatori di un metodo scientifico e deontologico.”  Pensando al messaggio del Papa – ha spiegato don Claudio Tracanna – ci chiede di essere preparati umanamente , in quanto il miglior antidoto contro le false notizie non sono tanto le strategie quanto le persone.”  L’Arcivescovo dell’Aquila Mons. Giuseppe Petrocchi, ha ringraziato il presidente Pallotta per la sua relazione considerata come un “vissuto pensato” nel segno della coerenza. “Prima di tutto – ha spiegato – mi ha impressionato che si parli di fake kews nella giornata mondiale della comunicazione sociale. Questo vuol dire che il fneomeno ha superato la soglia di pericolosità costituendo un vero e proprio allarme sociale. Noi siamo esposti ad un rischio sociale e si devono sviluppare delle forme non solo difendendosi dalla notizia alterata ma mettendosi al servizio di una verità che deve essere donata. La professione giornalistica, che è poi una missione, ha degli aspetti di eticità e di criticità imprenscindibili. Non si può essere operatori dell’informazione senza avere dei criteri di autoverifica, cosi come di esplorazione della notizia che viene pubblicata. Bisogna scandagliarsi per poter essere adeguati al compito che si assume. Il giornalismo è un luogo di incontro culturale, nel progetto di Dio la comunicazione umana è una modalità essenziale per vivere la comunione. Non è dunque un processo senza meta, ma un itinerario che si prefigge una finalità. Solo attraverso una intelligenza attenta e critica il giornalista può riuscire a valutare i fatti. Gli atteggiamenti pre-concetti ed emotivi entrano nel modo in cui la notizia viene selezionata, raccolta ed interpretata. Il giornalista ha l’obbligo non solo di accertare il vero, ma anche di mettere se stesso sotto indagine. Un atteggiamento ostile, altera il modo in cui si vede un determinato argomento. Non manchi mai l’autocritica e l’esposizione onesta del giudizio altrui. La liberta’ di informazione non può essere scevra da obblighi di tipo comunitario, non si può diventare imprenditori di se stessi senza alcuna regola. La ricerca della verità va sempre collegata con il bene. La missione di operatore della notizia – ha concluso Mons. Petrocchi – deve saper anche ascoltare e comprendere”. Dopo le interessanti relazioni c’è stato spazio per un approfondimento con interventi dei partecipanti sulla tematica in oggetto.

E’ stata sicuramente una occasione importante che ha consentito alla categoria giornalistica di riflettere sull’esigenza applicativa degli importanti valori di verità ma anche e soprattutto di umanizzazione della professione stessa. Oggi più che mai i giornalisti devono assolvere ad un importante compito, quello di essere garanzia e di certificazione di una verità obiettiva raccontata facendo uno screening su se stessi. I valori morali, etici e religiosi, costituiscono sicuramente un valore aggiunto di cui non si può non tener conto nel giornalismo social del terzo millennio avanzato.  @danieleimperiale

 

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