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Giocattoli e regali in cambio di atti sessuali, bambino di 12 anni adescato dal vicino di casa

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L’Aquila. E’ stato adescato dal vicino di casa con la scusa di regali e giocattoli. Poi ha subito abusi per giorni.  E’ quanto capitato a un bambino di 12 anni preso di mira da un 32 anni che ora deve rispondere di violenza sessuale su minore con abuso di autorità. Gli abusi sarebbero andati avanti per circa due mesi fino a quando il bambino non ha raccontato tutto ai genitori che hanno  presentato una denuncia. Ora è  stato fissato un incidente probatorio per ricostruire la vicenda e cristallizzare le accuse  davanti al giudice

Tutto è iniziato  con la scusa di alcuni giochi serviti al presunto pedofilo per avvicinare il bambino e convincerlo a seguirlo in  casa.  L’accusato avrebbe preso di mira il figlio dei vicini. Secondo la ricostruzione, lo avrebbe avvicinato in strada, tra le vie del paese, nella Marsica Orientale, raccontandogli dei giochi che aveva, della Play station, ma anche dicendosi pronto a regalargli dei giocattoli.

I primi approcci erano finalizzati a convincere il bambino a seguirlo a casa sua, sfruttando anche la familiarità dovuta alla conoscenza dei genitori. Nell’abitazione sarebbero poi avvenute le violenze sessuali.  Secondo l’accusa gli abusi avevano una  cadenza quotidiana. I fatti risalgono a giugno del 2019 e sarebbero andati avanti fino all’inizio di agosto, quindi per buona parte dell’estate.

A fermare le violenze sarebbe stata una serie di circostanze. I genitori del bambino hanno iniziato a insospettirsi per alcuni comportamenti del 32enne, ma anche per l’atteggiamento del bambino che da un po’ di tempo era cambiato. Il  minorenne era più taciturno e sempre schivo e distratto. Hanno così cercato di farlo parlare e alla fine ha raccontato di quello che succedeva in casa del 32enne.

La madre del bambino, assistita dall’avvocato Domenico Quadrato, si è presentata  alla stazione dei carabinieri del paese per denunciare i fatti. Ha raccontato quello che il bambino gli aveva confessato e cioè che  il loro vicino di casa, con la promessa di giocattoli e regali, lo aveva portato a casa e costretto ad atti sessuali. Sono state avviate le indagini dei militari dell’Arma che hanno  raccolto informazioni e indizi a carico dell’indagato.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Elisabetta Labanti, avrebbero fatto emergere particolari e prove a carico dell’accusato. Il 12 febbraio, dopo vari rinvii, è stato fissato l’incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano Maria Proia.

Nel corso dell’udienza sarà ascoltato il minorenne, che ora ha 13 anni, alla presenza di una psicologa. Verranno sentiti anche altri minorenni che potrebbero fornire informazioni utili all’indagine  e alla ricostruzione dei fatti. Saranno ascoltati come testimoni, non  come parti offese. Non avrebbero mai subito violenze dal giovane.

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