L’Aquila. “Da Roma all’Abruzzo, la destra è ormai ostaggio delle proprie divisioni e delle lotte di potere. A livello nazionale siamo arrivati al paradosso di un vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che soltanto ieri ha dichiarato di non sapere nulla dei tagli alla scuola e alla sanità previsti dalla manovra economica del Governo di cui fa parte. O Salvini non sa cosa approva il suo stesso Governo, oppure siamo davanti all’ennesima sceneggiata di una maggioranza che litiga su tutto, ma resta unita quando si tratta di difendere le proprie poltrone. In Abruzzo, intanto, il centrodestra è impegnato in uno scontro permanente, tra guerre interne a Fratelli d’Italia, polemiche sui rifiuti, nuovi accordi di potere e accuse reciproche persino all’interno delle istituzioni. Mentre loro litigano per le poltrone, gli italiani pagano il conto delle loro scelte”.
Lo dichiara Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici d’Abruzzo e coordinatore della Segreteria nazionale GD.
“La manovra economica è la fotografia del fallimento di questa destra: appena 600 milioni destinati ai giovani, in buona parte attraverso agevolazioni indirette, mentre si continua a non investire adeguatamente nella scuola, nella sanità pubblica, dove la spesa in rapporto al PIL diminuisce nel corso degli anni, e nei servizi. Nel frattempo, famiglie e lavoratori fanno i conti con il potere d’acquisto eroso dall’inflazione, il caro carburanti, salari insufficienti e una crisi industriale alla quale manca una risposta strutturale. Persino i pensionati rischiano di pagare il prezzo di nuove strette sulla rivalutazione degli assegni.
Dalle elezioni americane arriva invece una lezione politica chiarissima: i Democratici hanno travolto la destra di Trump rimettendo al centro il costo della vita, le condizioni materiali della classe media e i bisogni delle persone. È questa la strada che deve percorrere anche il centrosinistra italiano, costruendo un’alternativa credibile che parta dalle risposte al Paese reale, non dalle discussioni interne ai palazzi.
È quello che stiamo provando a fare anche in Abruzzo e nella campagna per le elezioni suppletive del 15 e 16 novembre in provincia di Chieti. Dopo settimane trascorse nelle piazze, nei mercati, nei luoghi di lavoro e nei piccoli comuni, sappiamo bene quali siano le preoccupazioni delle persone. Per questo siamo convintamente al fianco di Luciano D’Amico: perché rappresenta la serietà, la competenza e la capacità di ascolto necessarie a dare risposte concrete al nostro territorio. E continueremo, verso lo sciopero generale del 20 novembre, con quattro assemblee aperte dei Giovani Dem al mondo sociale.
La differenza è tutta qui: mentre la destra pensa a dividersi il potere, noi vogliamo occuparci di come far vivere meglio le persone. È da qui che deve ripartire la sinistra, in Abruzzo come in tutta Italia, verso le prossime elezioni politiche”.



