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Giampiero Fabrizi, presenta la candidatura al Consiglio Regionale nella lista Un’altra regione con Acerbo

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L’Aquila. images (2)Giampiero Fabrizi annuncia in una nota stampa la presentazione della sua candidatura alle prossime elezioni regionali nella lista “Un’altra regione” con Maurizio Acerbo presidente. “In un contesto politico in cui i valori ideali sembrano non esistere più, in cui i partiti maggiori sono ridotti a meri comitati elettorali e gruppi di potere, puntare a ricostruire un’iniziativa politica incentrata sui valori della sinistra e del comunismo, pensare a un altro modello di società sembra forse impossibile”, afferma Fabrizi “Rifondazione Comunista ha dato un segnale forte nel 2012 con la costituzione di un circolo nell’Alta Valle dell’Aterno, con l’obiettivo di farsi portatore della voce dei cittadini che poco sanno della politica dei teatrini televisivi, ma si confrontano anzi scontrano quotidianamente con le difficoltà proprie dei piccoli centri montani”. “E’ proprio questo il mio punto di partenza – prosegue –  nel mio piccolo non ho da promettere opere monumentali, né oso avanzare grandi promesse che non potrò mantenere, mi candido per contribuire a sostenere all’interno del Consiglio Regionale le lotte basilari per la valorizzazione dei piccoli Comuni di montagna, ma anche e soprattutto per la rinascita del Capoluogo con progetti di sostegno alla ricostruzione sociale e materiale, allo sviluppo turistico, alla salvaguardia dell’ambiente, e soprattutto al lavoro nel nostro territorio che tanto soffre il peso della congiuntura economico-finanziaria attuale”.Continua la nota del candidato nella lista Un’altra Regione con Acerbo, “una battaglia fondamentale che voglio sostenere con la mia candidatura è l’introduzione di forme di ammortizzatori sociali su base regionale per la tutela dei lavoratori precari e dei troppi disoccupati. Lavorando come operatore in un Call Center, conosco l’apprensione costante con la quale si convive, per l’incertezza di poter mantenere il proprio posto di lavoro, che anche quando è a tempo indeterminato è strettamente legato a rinnovi di commesse con cadenza massima quadriennale. Nel contesto delle politiche di accoglienza e integrazione della popolazione migrante che ha contribuito a ripopolare molti piccoli Comuni, occorre contrastare la politica denigratoria xenofoba ed intollerante attuata da alcuni partiti. Accettare il mercato globale, la libera circolazione delle merci per poi sbattere la porta in faccia a chi vive al nostro fianco e contribuisce alle nostre economie locali solo perché di etnia o religione diversa va contro la storia della nostra terra, culla delle civiltà, e luogo di partenza di tanti che dalla rivoluzione industriale hanno cercato fortuna altrove”. “A mio avviso bisogna spendere ancora parecchie energie nella valorizzazione del territorio dell’Alto Aterno per evitare l’abbandono dei nostri borghi – continua – In tale prospettiva sarebbe opportuno un utilizzo ponderato, attento e celere dei fondi post sisma per la riqualificazione dei territori. Il monito per gli amministratori locali deve essere ben chiaro, visto che finora alcuni Comuni finiscono per cozzare contro i piani di ricostruzione e contro le scadenze non rispettate nel liquidare i contributi (SAL, CAS). La lista Un’altra Regione con Acerbo è una lista unitaria della sinistra e dei movimenti riunita intorno alla candidatura alla presidenza della regione di Maurizio Acerbo, alternativa tanto al centrodestra uscente del mal governo Chiodi quanto alla “larga coalizione di fatto” radunata dal candidato per noi insostenibile Luciano D’Alfonso, composta per larga parte da esponenti riciclati del centrodestra e di quello che abbiamo definito il “partito dell’acqua” responsabile del disastro di Bussi”.

“Sono certo – conclude Fabrizi – che oltre la mia singola candidatura, il complesso della lista Un’altra Regione con Acerbo possa dare l’apporto fattivo per un’amministrazione regionale nuova, pulita, onesta e vera che migliori la vita dei suoi cittadini rafforzando il legame con le istituzioni e con un modo alternativo di fare politica scomparso ormai da tempo”.

 

 

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