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Giallo di Arischia, ascoltati un uomo e gli amici della 30enne ritrovata in una pozza di sangue

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Arischia. E’ giallo sulla morte di Valentina Bongiorno, trovata senza vita in una pozza di sangue nell’appartamento ad Arischia. Il corpo senza vita della giovane, rinvenuto dal fratello che ha dato l’allarme, giaceva a terra sotto una finestra con i vetri rotti, nella casa dei genitori nella frazione aquilana.  Sul fatto sta indagando la Squadra Mobile ed è scattata l’inchiesta della Procura della Repubblica dell’Aquila. Al momento non si esclude nessuna pista, anche se maggiore chiarezza sarà fatta dall’autopsia, disposta venerdì. Da una prima ricognizione cadaverica, l’anatomo patologo Giuseppe Calvisi, che effettuerà l’esame autoptico, avrebbe escluso che le ferite siano state causate da un colpo di pistola o da un’arma da taglio. Sul posto si sono portati tra gli altri il Pm Fabio Picuti e il capo della Squadra Mobile, Tommaso Niglio. Le indagini comunque sono serrate e mirano alla ricostruzione delle ultime ore della vittima.

In particolare, in Questura saranno interrogati amici, parenti, vicini di casa e il fidanzato della giovane, con il quale conviveva nel vicino comune di Pizzoli. Da quanto si apprende, la giovane non aveva un lavoro stabile e aveva una vita problematica.  Tutti gli abitanti della palazzina erano stati da tempo trasferiti negli alloggi del “Progetto C.a.s.e.” dopo l’incendio che devastò gli appartamenti nel marzo dello scorso anno. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione locale, la Polizia Scientifica, che si sono trovati una scena, secondo quanto riferito, “molto confusa”.

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