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Gambling: i dati preoccupanti che l’Italia (e l’Abruzzo) ignora. Teramo e Pescara nella top ten

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L’Italia sta diventando una sorta di patria del gioco d’azzardo. Da quando, questa attività è stata legalizzata, la sua espansione è stata prorompente. Nell’ultimo anno il flusso di gioco ha raggiunto la cifra record di 95 miliardi di euro. Questo boom è dovuto anche alla moltitudine di offerte ludiche presenti sul territorio. In Italia esistono solo 4 casinò (Sanremo, Venezia, Campione d’Italia e Saint Vincent), ma la percentuale di penetrazione delle slot è tra le più alte d’Europa: una ogni 150 abitanti. Inoltre, da noi, ci sono 206 sale Bingo, 9.159 esercizi per i Concorsi pronostici (Totocalcio, ecc), 1.333 agenzie di scommesse sportive e 33.920 ricevitorie Lotto. Cifre mostruose che rendono l’idea di un fenomeno sempre più dilagante.

 

Analizzando la mappa del gioco d’azzardo in Italia, si può notare come, la Lombardia possa essere definita la patria del gambling italiano. Qui compaiono 9798 VLT e 804 sale da gioco. Al secondo posto, staccatissimo, il Lazio con 6480 VLT e 5438 sale. Il numero di slot machine attive sul nostro territorio si avvicina alle 420 mila unità distribuite in 83mila locali generalisti. A queste si aggiungono quasi 52mila videolottery presenti sempre nei locali dedicati a questa particolare categoria di AWP.

 

Questi dati non scoprono nulla di nuovo, in realtà. Da quando il gioco è stato legalizzato, le regioni italiane hanno registrato una progressiva crescita delle giocate sia nel segmento terrestre che in quello online, oltre ad un progressivo allargamento del target che coinvolge tutte le fasce d’età-

 

L’Abruzzo merita un capitolo a parte, nel discorso del gioco d’azzardo.  La nostra regione, secondo quanto riporta un report pubblicato dall’Ansa, all’undicesimo posto nella graduatoria delle regioni dove il gambling è più diffuso, ma al secondo per spesa complessiva pro capite. La spesa media annua è di un miliardo e 875 milioni di euro. Quella complessiva per singolo abitante è, invece di 419.25 euro. Solo in Lombardia si spende di più. In media, ogni abitante gioca 470 euro l’anno. Se si pensa che, stando agli ultimi censimenti disponibili, la popolazione abruzzese sia di 1.328.000 abitanti, ovvero 3.000 meno della sola Milano, i dati raccolti assumono ancora più importanza.

 

Anche ilSole24Ore ha svolto un’inchiesta in cui viene definito il predominio dell’Abruzzo nell’azzardo. Il noto quotidiano di finanza, ha messo in riga tutte le città italiane in ordine di importo pro capite per abitante speso per il gioco.  Ebbene, in questa graduatoria, Teramo è in quarta posizione con 1.480 euro annui. La provincia abruzzese è subito dietro a Pavia (2.125 euro), Como (1.504) e Rimini (1.490). Anche Pescara entra nella top ten di questa poco edificante classifica:  ottavo posto con 1.307. Più distanziate sono L’Aquila (ventiquattresima posizione con 1.128 euro) e Chieti (trentaduesimo posto con 1.034). Ciò che accade in Abruzzo non è altro che il riflesso della situazione del nostro Paese, dove, ormai, il gioco, è diventata una parte integrante della vita sociale degli italiani.

 

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