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Furti di rame: tra gli arrestati anche un caporal maggiore dell’Esercito

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Pescara. C’e’ anche un caporal maggiore dell’Esercito Italiano, di origini abruzzesi e in servizio a Pesaro, tra gli arrestati dell’operazione ‘Red Coffee’ dei carabinieri di Pescara, che hanno sgominato una gang italo-romena dedita al furto di rame. L’uomo, che e’ agli arresti domiciliari, era il proprietario del deposito del Chietino in cui i ladri stoccavano la refurtiva dopo i colpi. Nello specifico, sono quindici le persone rintracciate, altre dieci hanno lasciato l’Italia ed e’ stata, quindi, richiesta l’internazionalizzazione della misura. Tra gli arrestati finiti in carcere: Giuseppe Salvatore, 41 anni, nato a Pescara e residente a Francavilla al Mare (Chieti), considerato il ‘deus ex machina’ dell’organizzazione; furti di rameRocco Sanvitale, 38 anni, originario di Guardiagrele e residente a Torrevecchia Teatina (Chieti), Vasile Mustafa, 41 anni, Cristian Gherman, 30 anni, Ionut Sorin Pipi , 24 anni, Mihaita Hristu, 34 anni, Marian Hristu, 27 anni, Catalin Groza, 26 anni, Anghel Niculae, 42 anni, Iancu-Gabi Laktos, 25 anni, Cristi Vaduva, 32 anni, Claudiu Bojin, 36 anni, Cristian Memet 39 anni. Nello specifico, Cristian Memet, gia’ conosciuto dalle forze dell’ordine, ricettava tutta la merce diversa dal rame. Nei pressi della zona in cui abitava, nell’area di via Tiburtina a Pescara, e’ in corso da parte dei carabinieri, in collaborazione con i militari del Noe, la bonifica ed il sequestro del terreno, di circa 200 metri quadrati, utilizzato come discarica. Tra i colpi messi a segno il furto di cinque chilometri di cavi dell’alta tensione a Casoli (Chieti) e delle grondaie del cimitero di Ortona dei Marsi (L’Aquila). “Ci auguriamo di aver inferto un duro colpo al fenomeno dei furti di rame – ha detto in conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri di Pescara, il colonnello Paolo Piccinelli – Abbiamo perseguito non una, ma ben cinque ‘batterie’ dedite al furto sicuramente del rame, ma anche a colpi nelle abitazioni, nei garage e nei negozi”. “Abbiamo ricostruito l’intera filiera – hanno evidenziato il comandante dei carabinieri della Compagnia di Pescara, Claudio Scarponi, e il tenente Antonio Di Dalmazi – e azzerato l’organizzazione. Le bande rubavano tutto cio’ che trovavano, dai semplici cavi per computer, fino alle merendine contenute nei distributori automatici, per arrivare al rame presente nelle grandi infrastrutture”.

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