L’Aquila. “La sentenza della Corte Costituzionale che conferma la legittimità della normativa sul divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra nelle aree agricole rappresenta un passaggio importante per la tutela del territorio e del patrimonio produttivo nazionale.” Lo dice Coldiretti Abruzzo in merito alla sentenza della Consulta che rafforza un principio sostenuto da tempo dall’organizzazione: la transizione energetica è una priorità, ma non può tradursi nella progressiva sottrazione di terreno fertile all’agricoltura.
“Il suolo agricolo è una risorsa strategica e limitata. In una fase in cui i cambiamenti climatici e le tensioni internazionali rendono sempre più centrale la sicurezza alimentare, preservare la capacità produttiva dei nostri territori significa tutelare il futuro delle imprese agricole e dei cittadini – dice Pietropaolo Martinelli, presidente di Coldiretti Abruzzo – La pronuncia della Corte chiarisce inoltre che resta possibile sviluppare modelli di produzione energetica compatibili con l’attività agricola, come gli impianti agrivoltaici che consentono la prosecuzione delle coltivazioni e del pascolo, oltre a confermare la possibilità di realizzare impianti nelle aree già individuate dal legislatore. Alla luce della sentenza, Coldiretti Abruzzo chiede alla Regione di imprimere un’accelerazione alle politiche energetiche attraverso tre priorità”.
“La prima – continua Coldiretti – riguarda la rapida individuazione delle aree realmente idonee agli impianti, privilegiando superfici già compromesse o impermeabilizzate, come aree industriali dismesse, parcheggi, cave esaurite e altre zone non agricole, evitando ulteriore consumo di suolo produttivo. La seconda è quella di sostenere con maggiore forza la diffusione del fotovoltaico sui tetti di stalle, fienili, magazzini e fabbricati agricoli, valorizzando le opportunità offerte dalle tecnologie esistenti e dagli strumenti di incentivazione, così da aumentare la produzione di energia rinnovabile senza sottrarre un solo metro quadrato alle coltivazioni. La terza riguarda la definizione di criteri rigorosi per l’agrivoltaico, affinché gli impianti mantengano una reale continuità dell’attività agricola e zootecnica e non diventino, nei fatti, semplici impianti fotovoltaici mascherati”.
“Non siamo contrari alle energie rinnovabili – conclude Marino Pilati, direttore di Coldiretti Abruzzo – Siamo favorevoli a uno sviluppo equilibrato che metta insieme tutela dell’ambiente, produzione di energia e produzione di cibo. L’Abruzzo può essere protagonista della transizione ecologica senza rinunciare alla propria vocazione agricola e senza compromettere un patrimonio che appartiene all’intera collettività. Confermiamo la nostra disponibilità a collaborare con la Regione per costruire un modello di sviluppo energetico capace di coniugare competitività delle imprese agricole, tutela del paesaggio, sicurezza alimentare e raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione”.
Coldiretti ricorda inoltre che lo scorso maggio la federazione regionale aveva proposto uno specifico emendamento alla legge regionale con cui, al fine di preservare la destinazione agricola dei suoli, si fissava “nella misura dello 0,8 per cento il limite massimo della superficie agricola utilizzabile (SAU) esistente a livello regionale quale ulteriore area idonea alla installazione di impianti da fonti rinnovabili”.



