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Fondi per le periferie a Pescara, polemica in Comune: l’opposizione si lamenta ma resta solo a guardare

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Pescara. E’ passato con i soli voti della maggioranza e del consigliere Carlo Masci l’ordine del giorno presentato dal consigliere Emilio Longhi e firmato dai consiglieri di maggioranza (presenti 20 consiglieri, favorevoli 17, contrari 3), che invita l’Amministrazione ad attivarsi presso il Governo, i Parlamentari, di concerto con l’Anci regionale e nazionale e tutte le Amministrazioni che agiranno in tal senso, per abrogare la norma che sospenderebbe i finanziamenti di 18 milioni accordati dal Bando della Presidenza del Consiglio, Renzi Premier.

“E’ un ordine del giorno che accogliamo favorevolmente, perché Pescara non perda un treno da 18 milioni di euro di progetti che ne attiveranno altri 58. Un’occasione che questa città e le sue periferie non hanno mai avuto e che è pronta a concretizzare, perché i progetti inviati lo scorso 8 giugno alla Presidenza del Consiglio sono tutti definitivi, pronti per i relativi appalti. Non stupisce affatto l’assenza della gran parte dei consiglieri del centrodestra e il voto contrario dei 5 Stelle, che alle risposte concrete alla comunità, hanno preferito stare dalla parte del Governo e della maggioranza nazionale e non della comunità. Questo è davvero triste, specie quando chi non ha votato e ha avversato l’ordine del giorno si è più volte fatto, soprattutto sui giornali, promotore di denunce e paladino di interventi di riqualificazione delle periferie, senza però mai elaborare una proposta e senza mai impegnarsi per realizzarla.

E il comportamento avuto stasera in aula è la cartina tornasole di un interesse che è solo propaganda: chi per mesi ha detto di voler aiutare gli italiani, appena è divenuto classe dirigente toglie proprio alla periferia fondi preziosi per sostenere la comunità, specie quella più bisognosa di interventi e servizi. Il Comune di Pescara è mobilitato con l’Anci e gli altri Comuni d’Italia, sin dalla notizia della sospensione e in vista dell’approdo del Mille Proroghe alla Camera e lo resteremo, usando tutti gli strumenti necessari a indurre il Governo a ripensare la sospensione e il Parlamento a votare contro”.

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