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Fondi bloccati, a rischio i lavori di messa in sicurezza antisismica su A24 e A25

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L’Aquila. A rischio i lavori di messa in sicurezza antisismica di A24 e A25, le arterie autostradali che collegano l’Abruzzo con il Lazio e la capitale. E’ quanto sostiene la concessionaria Strada dei Parchi secondo la quale “i fondi sono bloccati dalla burocrazia” dopo che ieri è stato comunicato, come riferisce la stessa società in una nota “che le risorse non potranno essere anticipate prima del prossimo febbraio”. “Troviamo tutto questo assurdo e inaccettabile”, afferma l’ amministratore delegato di Strada dei Parchi, Cesare Ramadori chiedendo l’intervento del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Delrio, “per evitare il blocco dei cantieri”. “Si tratta di fondi che lo Stato italiano, proprietario delle autostrade, ha finanziato con risorse europee, 250 milioni di euro. Quei fondi però saranno disponibili solo nel 2021. La Cassa depositi e Prestiti, avrebbe dovuto anticipare le somme. Sembrava tutto risolto ma i tempi lunghi della burocrazia hanno rimesso tutto in discussione”.I lavori, ricorda Strada dei Parchi, per la messa in sicurezza di A24 e A25, sono iniziati lo scorso maggio e riguardano i principali viadotti delle due arterie autostradali. Sono 900 tra tecnici e operai le persone impiegate attualmente nei cantieri. Questo primo pacchetto di interventi era stato finanziato destinando due rate, che la concessionaria versa ogni anno (totale 110 mln di euro), proprio per la copertura parziale dei lavori urgenti come previsto dalla c

Quelle somme sono servite a realizzare un piano ‘anti-scalinamento’ dei viadotti. Ora è previsto il passaggio alla fase due, “ovvero la Messa in sicurezza urgente vera e propria” per la quale i 250 mln di euro previsti “saranno disponibili solo fra tre anni”. Da qui la richiesta di un’ anticipazione alla Cassa Depositi e Prestiti, con l’Ad, Claudio Gallia, che “si era impegnato a rendere disponibili rapidamente tali risorse. Purtroppo la burocrazia – dice Strada dei Parchi – sta ritardando tutto”. “Lo Stato trova i soldi, ma un suo organo, Cassa Depositi e Prestiti, non è capace di fare, in una situazione di tale emergenza – dice Ramadori – ciò che ha fatto per ben altre cause meno urgenti?”. “I parlamentari abruzzesi Pezzopane e Pelino – aggiunge l’ad di Strada dei Parchi, Ramadori – hanno presentato emendamenti al cosiddetto decreto fiscale che verrà approvato dal Senato la prossima settimana, in cui sostanzialmente si chiede di risolvere la questione, garantendo la continuità dei lavori per la messa in sicurezza delle autostrade, riproponendo la proposta approvata dal parlamento a luglio: sospendere il pagamento delle rate Anas che il concessionario deve annualmente quale prezzo della concessione, sospendere, si badi bene – sottolinea Ramadori – non cancellare. Il debito rimane, Anas non perde nulla”. “Ma anche questa via – prosegue l’ad della concessionaria di A24 e A25 – sembra difficile perché sta incontrando resistenze, davvero incomprensibili, a livello di ministero dell’Economia. Lo Stato vuole che facciamo le opere previste da un decreto del Mit di aprile, lo copre per 110 milioni di euro su 170 milioni di intervento previsto, non ci dà le risorse per fare ciò che ci chiede”. E conclude Ramadori: “Abbiamo chiesto, inutilmente, l’intervento del Mit che purtroppo, almeno sino ad oggi, non è riuscito a far comprendere a Cassa depositi e prestiti la gravità dei rischi a cui stiamo andando incontro, se non potesse essere completato l’iter di messa in sicurezza urgente delle nostre autostrade”.

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