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Folla commossa ai funerali di Massimiliano Bartolotti, la comunità piange il pioniere del turismo abruzzese

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Ovindoli. Una miriade di fiori bianchi come la neve che tanto amava ha avvolto la bara di Massimiliano Bartolotti accompagnata a spalla dalla piazza di Ovindoli alla chiesa di San Sebastiano dai maestri di sci. Un dolore che ha avvolto un’intera comunità e un intero territorio che oggi pomeriggio si è riunito a Ovindoli per l’ultimo saluto a Max, come tutti lo chiamavano, morto nella notte tra sabato e domenica nella sua abitazione.

La chiesa e la piazza antistante hanno accolto migliaia e migliaia di rappresentanti istituzionali, amici, sportivi, conoscenti e persone comuni che con lui hanno condiviso l’amore per la neve e per la montagna. Don Bruno, parroco di Ovindoli, insieme a don Antoniu Petrescu hanno celebrato una funzione silenziosa e partecipata. “Siamo qui per accompagnare il nostro fratello Massimiliano in questo rapido cammino verso il cielo”, ha spiegato don Bruno nell’omelia, “lo faccio con il mio affetto di parroco e con un abbraccio mi stringo ai familiari di Massimiliano ai quali va la nostra preghiera. Massimiliano vi vede tutti qui riuniti perché il nostro grido è il vostro grido, il vostro silenzio è il silenzio di tutto il paese. Quando la parola di Dio dice nessuno vive per sé stesso interpreta la figura di Massimiliano che sapeva coinvolgere tutti, sapeva camminare insieme e progredire insieme. In quello che faceva coinvolgeva tutto il paese. Siamo uniti nella preghiera oggi, non è facile farlo in un momento come questo, ma in questi istanti che si coglie l’essenza della preghiera. Il dormire per Massimiliano è stato un passaggio, un momento per andare nell’aldilà. Un’esperienza che può accadere a tutti, lui ora dorme nell’eternità. In questo amore per il mondo del lavoro Massimiliano ha sempre dimostrato il senso grande della responsabilità, un esempio per tutti noi. Il cammino continua e la sua presenza ci aiuterà. Lui da ieri ci obbligherà a guardare il cielo, a sfruttare il senso vero dell’eternità al quale con speranza gli affidiamo la sua famiglia e la piccola e chiediamo a Dio di accarezzare e custodire. Cristo è risolto e anche noi risorgiamo a lui. Alla famiglia dico di sentire questa vicinanza di tutto il paese, delle autorità, degli amici. E speriamo che Massimiliano sia sempre punto di riferimento per voi colleghi e per voi che lavorate per il bene del paese”.

Seduti accanto al padre Giancarlo, alla mamma Maria, alla figlia Isabel e ai fratelli Alessandro e Desideria il sindaco di Ovindoli, Simone Angelosante, il presidente della Regione, Giovanni Lolli, il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, l’onorevole Stefania Pezzopane, il consigliere e amico Pierpaolo Pietrucci, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e tanti amministratori arrivati per salutare l’imprenditore sportivo.

Corre a me l’obbligo di farmi forza e di ricordare il mio amico Massimiliano“, ha evidenziato il primo cittadino Angelosante, “innanzitutto voglio ringraziare voi tutti che oggi siete venuti a Ovindoli e vi siete stretti intorno al dolore di una famiglia e di un intero paese.I ricordi sono davvero tanti, ne abbiamo combinate tante, Massimiliano era onesto, gentile e leale. Con il suo sorriso e con il suo pragmatismo affrontava le cose che gli si presentavano. Persone così non si incontrano tutti i giorni. Giancarlo e Maria avete coltivato bene. Oggi a nome della collettività ovindolese a voi che ci avete donato Massimiliano va il mio grazie per quello che ha fatto per questo paese. Dopo di voi io sono quello che conosceva di più i progetti che voi avete per questo territorio. Noi ci saremo Giancarlo, prendo l’impegno che tutto quello che potremmo fare per sostenervi lo faremo. È un momento innaturale, non deve succedere che un genitore vede partire il proprio figlio. Ma i voleri di Dio non sono conoscibili. A noi resta dare valore alla memoria di Massimiliano, ricordarlo, e lo faremo per lui e per tutta la famiglia. Ciao Massimiliano”.

Presente anche Bevilacqua, che tanti servizi negli anni ha girato sulle piste da sci proprio insieme a Massimiliano. Provato per l’improvvisa scomparsa l’avvocato Retico che con Bartolotti aveva un rapporto di lavoro e anche profonda amicizia. “Tante volte mi avete chiamato per proteggere, difendere Massimiliano e per me è stato facile trovare parole tecniche per aiutarlo”, ha precisato Retico, “questa volta confesso che la vicenda della sua morte improvvisa mi ha colto di sprovvista. Cerco le parole per salutare Massimiliano ma non le trovo. E allora sono riuscito a trovare parole per salutare l’amico, che non amava le parole istituzionali, per noi il signore Bartolotti era Giancarlo. Lui pensava sempre a lavorare per la sua azienda, confesso davanti al Signore e a voi tutti quanto mi è difficile accettare la porte del mio amico Max. Ho provato sgomento, frustrazione, dolore. Ieri l’ho visto sereno, composto, quasi sorridente. Siamo solo figli nelle mani del destino. Sembra quasi che tutto quello che realizziamo svanisca all’istante davanti al destino. Era sempre disponibile, aveva una vita piena di impegni, lavoro, progetti, svago ma se lo chiamavo mi rispondeva sempre. Massimiliano aveva sempre il suo sorriso! Non lo negava mai, e neanche da morto lo ha abbandonato. Siamo quel che doniamo agli altri, di noi resta Isabel, l’azienda che ha creato per questo territorio, e l’amicizia che ha donato a tanti, me compreso. Riuscivi a divertiti anche con me che rappresento l’antitesi del tuo sorriso. Massimiliano era padre devoto con Isabel, fratello adorato con Helen, ma anche imprenditori valorosi. Alessandro e Desideria sappiate che nei suoi pensieri c’eravate sempre. Ora che lui se ne è andato possiamo renderci conto di quanto valeva. Sono certo che l’amministrazione comunale lo farà con l’intitolazione di un’area. Ciao Max sorridici anche da lassù”.

All’uscita del feretro gli agenti di polizia, i carabinieri e gli alpini hanno salutato Bartolotti che poi in piazza è stato accolto da tutti con un ultimo grande saluto. Don Bruno, dopo la benedizione, ha ricordato lo slogan che insieme a Max avevano coniato “il Signore scia con noi”.

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