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Fiume Pescara, Bracco polemizza: il Comune di Cepagatti non sia complice di Megalò 2

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Chieti. “Il Comitato di coordinamento regionale per la Valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo che mette nero su bianco che il nuovo centro commerciale denominato Mirò che dovrebbe sorgere tra la frazione chietina di Santa Filomena e Cepagatti non si deve fare. Troppi, infatti, i rischi. L’amministrazione cepagattese però non la pensa affatto così e ha dato il proprio imprimatur. Con l’approssimarsi dell’autunno e con le probabilità di perturbazioni sempre più violente a causa della tropicalizzazione, a livello planetario, del clima, attendiamoci comportamenti, purtroppo, sempre più anomali del fiume Pescara. Con tutte le conseguenze del caso. Se fossi uno degli amministratori di Cepagatti che con il proprio voto favorevole ha dato il via libera all’ennesimo stupro dell’ambiente, non dormirei affatto sonni tranquilli. La natura prima o poi, infatti, si riprende anche con la forza ciò che l’uomo le ha tolto”. Pesano come macigni i termini che il consigliere Leandro Bracco ha utilizzato nel descrivere una vicenda che da moltissimi anni è tema di discussione soprattutto nelle zone in cui sorge il centro commerciale Megalò, aree nelle quali le acque del fiume Pescara fanno paura soprattutto in determinati periodi dell’anno.

“E’ davvero sconcertante”, afferma l’esponente di Sinistra Italiana, “quanto sta accadendo proprio a ridosso del fiume Pescara, plasticamente rappresentato dall’attività di cantiere che sta interessando la frazione di Santa Filomena di Chieti, sulla quale potrebbe sorgere Mirò, meglio conosciuto come Megalò 2. Il progetto, proposto dalla società Sile Costruzioni, riguarda la realizzazione di un nuovo parco commerciale ‘Opere di messa in sicurezza ai fini idraulici dell’area P.R.U.S.S.T. 7-93 e modifiche planimetria dell’intervento edilizio a completamento con la realizzazione di edifici commerciali no food’: un insieme di strutture destinato all’esposizione e vendita di prodotti non alimentari la cui superficie sarà di circa 24mila metri quadrati”. “L’intervento”, rileva Bracco, “viene presentato come funzionale alla messa in sicurezza idraulica dell’area e invece nulla avrà a che fare con i concetti di incolumità e protezione. Come evidenziato da tempo da diverse associazioni ambientaliste, l’iniziativa occuperà una zona di espansione naturale e dunque estremamente delicata del Fiume Pescara. Il progetto è stato sbloccato tramite il provvedimento ‘Determina conclusiva della conferenza di servizio sincrona’ adottato il 18 aprile scorso dal Comune di Cepagatti”.

“Un provvedimento assunto”, evidenzia il Consigliere Segretario, “nonostante i due giudizi contrari emessi dal CCR VIA della Regione Abruzzo (il 2775 del 23 marzo 2017 e il 2854 del 21 dicembre 2017) e la pendenza di diversi procedimenti davanti alla giustizia amministrativa”. “Assai complesso – sottolinea Bracco – comprendere come l’amministrazione cepagattese abbia potuto essere d’accordo alla realizzazione di un’opera faraonica in un’area grandemente fragile e alla luce delle decisioni assunte dal CCR VIA della Regione Abruzzo. E’ mai possibile che nel nostro incantevole ma travagliatissimo Paese la trasformazione dei territori non tenga in debita considerazione le caratteristiche degli stessi? Come verrà garantita la sicurezza delle persone che lì vi lavoreranno o di chi in quei luoghi si recherà? In caso di precipitazioni particolari e incessanti, il centro commerciale Megalò (edificato nella stessa area dove si vorrebbe realizzare il Mirò-Megalò 2) effettua chiusure straordinarie. E se il tempo necessario a far allontanare quanti vi lavorano o vi transitano non dovesse esserci? E’ a dir poco biasimevole che proprio le amministrazioni deputate al ‘governo del territorio’ possano di fatto esporre la popolazione a rischi così elevati”. “Perché correre ai ripari”, conclude Leandro Bracco, “dopo aver assistito impotenti alla morte di innocenti?”.

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