Chieti. “Si è svolta oggi l’Assemblea Generale della Filctem CGIL di Chieti (settori chimico, tessile, energia e manifattura del territorio), che ha eletto all’unanimità Stefania Scarcia nuova Segretaria Generale della categoria”.
“Nel suo discorso di insediamento”, scrivono nella nota del sindacato, “la neo segretaria ha espresso profonda gratitudine alle delegate e ai delegati dell’Assemblea Generale per la fiducia accordata. Raccogliendo il testimone nel solco tracciato dal compianto Emilio Di Cola, Stefania Scarcia ha confermato la piena consapevolezza della grande responsabilità legata all’incarico, assicurando continuità nell’impegno a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e nel portare avanti le battaglie sindacali in tutti i settori produttivi della provincia di Chieti”.
Nel suo primo intervento, Scarcia “si è soffermata sulle principali emergenze economiche e occupazionali del territorio, a partire dalla crisi ormai strutturale che sta interessando il comparto automotive”. Da qui, le questioni aperte del settore. “Pesanti ripercussioni” aggiunge, “stanno colpendo le aziende della componentistica e della gomma-plastica, duramente provate dai fermi dello stabilimento Stellantis e dal ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali”.
“Grande attenzione”, continuano, “è stata rivolta anche al settore del vetro, dove i rincari legati alla produzione energetica e la contrazione della domanda, proveniente sia dall’automotive che dall’edilizia, stanno determinando fermi produttivi e il ricorso alla cassa integrazione. Una particolare vigilanza sarà inoltre dedicata alla delicata fase scaturita dall’acquisizione della Pilkington, eccellenza europea del territorio, da parte del fondo statunitense Apollo”.
Infine, le problematiche del comparto tessile, colpito da “difficoltà congiunturali” che Scarcia definisce “alla ricerca di un difficile equilibrio tra tradizione e innovazione”. L’azione del sindacato, promette la neoeletta, “sarà focalizzata sulla difesa della legalità lungo l’intera filiera e sul contrasto al lavoro povero e ai contratti pirata”.



