Ortona dei Marsi. Il mese di settembre si conferma, come ogni anno, il momento più atteso e intimo per la comunità di Ortona dei Marsi. Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, l’antico borgo torna a vestirsi a festa per le sue celebrazioni patronali, unendo intere generazioni sotto il segno dell’identità, del folklore e della profonda devozione popolare.
Il programma delle “Feste di Settembre 2026” si apre sotto i migliori auspici, regalando a residenti, storici emigrati di ritorno e visitatori un calendario ricco di appuntamenti solenni e momenti di spensierata convivialità.
Il Culto di San Rocco: Il Cuore delle Celebrazioni
La giornata del 7 settembre è interamente dedicata ai solenni festeggiamenti in onore di San Rocco, una delle figure più amate e venerate della tradizione locale. La giornata si sviluppa secondo un antico e collaudato rituale che scandisce i tempi della vita di paese:
L’Apertura e la Musica per le Vie: La mattina comincia presto, alle ore 8:00, con il tradizionale sparo di apertura che annuncia ufficialmente il giorno di festa. Poco dopo, alle 8:30, le strade del borgo si riempiono delle note della rinomata banda musicale “Città di Noicattaro”, impegnata nel classico giro del paese per svegliare e salutare la cittadinanza.
- La Solennità Religiosa: Il momento culminante della mattinata si tocca alle ore 11:00 con la celebrazione della Santa Messa, seguita dalla suggestiva processione per le vie del centro storico. Ad accompagnare il corteo sacro, come da tradizione, è la scenografica batteria pirotecnica.
- I Concerti Serali: Nel pomeriggio e in serata la musica torna protagonista. Alle 18:30 la banda “Città di Noicattaro” si esibisce in piazza, offrendo un repertorio accessibile a tutti, mentre alle 21:00 la giornata si avvia alla conclusione con il grande concerto bandistico serale, un appuntamento imperdibile per gli amanti della grande musica dei complessi da giro.
Lo slogan scelto per l’edizione di quest’anno racchiude l’essenza stessa di queste giornate: “Una tradizione che vive, una comunità che si ritrova”. Le feste patronali di Ortona dei Marsi non sono infatti una semplice rievocazione nostalgica, ma un organismo vivo. Rappresentano il pretesto più nobile per riaprire le case del centro storico, riabbracciare i parenti lontani e mostrare ai turisti il calore e l’ospitalità tipica della terra marsicana.
Tra fede autentica, il fascino senza tempo delle bande musicali e i profumi dei piatti tipici che si sprigionano dai vicoli, Ortona dei Marsi dimostra ancora una volta come il legame con le proprie radici sia il motore più forte per guardare al futuro.
Le celebrazioni e gli eventi sono iniziati ieri alle 9 con la banda musicale “I Leoncini d’Abruzzo” che ha dato ufficialmente il via alla festa, portando la musica tra le vie del paese.
“Durante il giro, una piacevole sosta per il rinfresco offerto da Vincenzo e signora: un po’ di ristoro, sempre molto gradito, per i nostri musicisti. A loro va il nostro ringraziamento. Alle 10:30, nella Sala consiliare del Comune, un momento particolarmente sentito: il saluto al Brigadiere Capo Fabrizio Zaratti in occasione del suo pensionamento, dopo 41 anni di servizio nell’Arma dei Carabinieri e ben 31 trascorsi a Ortona dei Marsi”. Hanno dichiarato gli amministratori.
“Alle 11 don Alfredo, assistito dal diacono Antonello e dall’accolito Gaetano, ha officiato la Santa Messa in onore di Sant’Antonio di Padova.
Proprio al termine della celebrazione c’è stato un momento che, per qualche istante, ha suscitato stupore ed emozione tra i presenti. Sul volto della statua di Sant’Antonio sembrava infatti che dall’occhio destro fosse scesa una lacrima. Potete immaginare la reazione di chi l’ha notata e di quanti, subito dopo, si sono avvicinati per guardare meglio.
Fortunatamente, dopo non molto, ci si è accorti che si trattava soltanto di un particolare effetto creato dalla luce e dalle ombre sul volto del Santo. Ma quell’immagine, anche se durata solo pochi istanti, ci ha lasciato comunque qualcosa su cui riflettere. In un mondo segnato ogni giorno da guerre, violenze e sofferenze, per un attimo è sembrato quasi che anche Sant’Antonio stesse piangendo davanti a tutto questo dolore.
Subito dopo, la processione ha attraversato le vie del paese accompagnando il Santo e riunendo ancora una volta la comunità.
Poi l’aperitivo e tutti a pranzo. E a quell’ora, tra le vie del paese, più della banda si sentivano le forchette!
Nel pomeriggio ancora musica e allegria con l’intrattenimento de “I Leoncini d’Abruzzo” e persino qualche colpo di… ping pong, perché nelle giornate di festa c’è spazio anche per divertirsi insieme.
La sera la piazza si è nuovamente riempita per il concerto bandistico. La banda di Pescina ha incantato il pubblico con una grande esibizione, impreziosita dalle performance dei solisti, capaci di regalare momenti davvero coinvolgenti. Un plauso al nostro M° Paolo Di Panfilo.
Poco prima della mezzanotte le ultime note hanno accompagnato la conclusione di questa prima giornata”.


