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Ferrovie abbandonate protagoniste della mostra Transit presentata a Lanciano

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Lanciano. Ferrovie abbandonate della provincia di Chieti come uno dei “Monumenti” di archeologia ferroviaria più estesi d’Europa. 200 chilometri di esplorazione lungo i tracciati ferroviari abruzzesi in disuso e localizzazione delle emergenze archeologiche e monumentali presenti; a contrasto foto e filmati dalle rotaie di tre continenti, da San Vito Chietino a Crocetta, dalla Mauritania al Kazakistan. “Transit – Come pietre nel letto di un fiume in secca” è un progetto di Mario Trave, fotografo originario di Ortona che dal 2006 percorre e documenta lo stato di conservazione delle ferrovie d’Abruzzo e del mondo. La mostra sarà presentata a Lanciano sabato 3 maggio, alle 20.00,  in occasione della Settimana della Cultura frentana e nella splendida cornice dell’Auditorium Diocleziano San Legonziano. Transit è una mostra multimediale di più di 70 foto, stampe di grandi dimensioni, polaroid lavorate e modificate manualmente, installazioni e proiezioni con un tappeto sonoro studiato appositamente per l’evento. Un allestimento diviso in tre sezioni: dall’attuale patrimonio ferroviario che scompare, all’altrove delle ferrovie del mondo, la mostra mira a stimolare una riflessione finale sullo stato di conservazione di chilometri di archeologia ferroviaria sul nostro territorio. “Un patrimonio fatto di stazioni, ponti, gallerie, motrici, vagoni, caselli, centrali elettriche, lo stesso sedime ferroviario, che rischia di scomparire per sempre. Manca una norma effettiva di tutela di questa eredità: coscienza, recupero, valorizzazione di un monumento nazionale di archeologia ferroviaria e industriale unico in Europa, questo l’auspicio di Transit”, commenta Mario Trave che utilizzando sempre il colore e supporti digitali e analogici documenta i tracciati ferroviari abbandonati della provincia di Chieti, allargando poi l’obiettivo a contenuti extra e racconti a contrasto con reportages sulle ferrovie di Thailandia, Kazakistan, Sri Lanka, ex-Jugoslavia, Cina, Marocco, Mauritania, Senegal, Uzbekistan, Romania. “Non voglio giudicare perché e come sono conservati chilometri di ferrovie abbandonate sul nostro territorio – precisa l’autore -, lo scopo della mostra è mettere in condizione i visitatori di giudicare da soli: le fotografie e i video come testimonianze, le cartoline dei luoghi fotografati e filmati corredati da localizzazione G.I.S. per permettere loro di interagire, e magari raggiungere e verificare personalmente, lo stato di conservazione del territorio in cui vivono e dei suoi possibili utilizzi futuri”. A piedi lungo i vecchi tracciati “come pietre del letto di un fiume in secca”, per una precisa e documentale mappatura dello stato di degrado della seconda più antica ferrovia d’Italia. E da questa esperienza, attraverso il concetto di Evento in uno Spazio, l’artista negli ultimi anni ha dato vita a una serie di installazioni in infrastrutture ferroviarie abbandonate, “dove il pubblico diventa parte attiva dell’evento perché artefice della scoperta del luogo dove Transit si manifesta”.

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