L’Aquila. “Le Regioni devono assumere altri specialisti ambulatoriali, altrimenti le liste d’attesa esploderanno”. A lanciare l’allarme è Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, Sindacato unico di medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell’Area Sanitaria, che rappresenta il 90% degli specialisti ambulatoriali presenti sul territorio. Il sindacato sostiene che bisogna assolutamente garantire l’assistenza e le richieste dei 24 milioni di cronici che vivono in Italia e che sono seguiti quotidianamente dagli specialisti ambulatoriali. “La risposta”, dice Magi, “è aumentare il numero di specialisti ambulatoriali destinati alle strutture delle Asl e degli ospedali in modo da incrementare il numero delle ore di assistenza specialistica e offrire una risposta sanitaria adeguata alla popolazione”.
E ancora “l’incremento, qualora le Regioni volessero attuarlo, può essere messo in atto già da subito poiché lo prevede il Cura Italia, diventato legge a fine aprile, che a tal fine stanzia anche dei fondi, seppur limitati”. Il potenziamento delle ore di specialistica ambulatoriale”, indica Sumai, “è quanto mai urgente poiché la Fase 2, per ragioni di sicurezza, costringe ad allungare i tempi di appuntamento tra un paziente e l’altro.
“L’ospedale non può occuparsi di tutto”, conclude Magi, “i medici di Famiglia, dal canto loro, senza il supporto degli specialisti e di una rete di servizi territoriali si sono trovati soli e in difficoltà a fronteggiare l’emergenza epidemica pagando per questo anche con un tributo altissimo. La volontà è tutta politica e sono le Regioni che, se vogliono aiutare i cittadini ed evitare la deflagrazione del problema delle liste d’attesa, devono assumere gli specialisti ambulatoriali”.
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