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Europei di calcio, Variante Delta: i test per i tifosi del Galles, come funzionano, che cosa vedono

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Sono i test antigenici rapidi, che danno la risposta in 15 minuti, quelli che potranno essere utilizzati negli aeroporti per controllare la presenza o meno dell’infezione da virus SarsCoV2 nei tifosi in arrivo dalla Gran Bretagna per la partita degli Europei di calcio Italia-Galles in programma domani. La circolare del ministero della Salute prevede infatti che solo da lunedì 21 giugno scatti la quarantena di cinque giorni per i viaggiatori che provengono dal Regno Unito. Attualmente i test sono quindi l’unico modo per individuare eventuali portatori del virus SarsCoV2 fra le persone in arrivo dal Regno Unito.

Non riescono però a riconoscere direttamente la presenza o meno della variante Delta. “I test antigenici rapidi approvati dal ministero della Salute non si basano sul rilevamento ella proteina Spike, o S”, ha detto il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca, riferendosi alla proteina che il virus utilizza come arma per invadere le cellule. Tra le proteine del virus, la Spike è infatti quella soggetta al maggior numero di mutazioni, sia nella variante Alfa sia nella Delta: se il test fosse calibrato su questa proteina, in caso di mutazione rischierebbe di non riconoscerla. “Ecco perché i test antigenici rapidi vedono la proteina N, del guscio protettivo del virus chiamato nucleocapside. Ma questo – osserva il virologo – è possibile solo se la carica virale è alta”.

Potrebbe quindi sfuggire al test chi si trova nella fase iniziale o in quella finale dell’infezione. Un’altra possibilità è utilizzare i tradizionali test molecolari che richiedono però tempi molto più lunghi: come minimo otto ore, considerando i tempi necessari per il trasporto dei campioni in un laboratori e quelli tecnici per l’analisi. Utilizzarli comporterebbe organizzare delle aree per i viaggiatori che attendono il risultato del test. Un’altra possibilità, ma ancora poco diffusa e che comunque non risolve il problema della sosta dei viaggiatori, sono i laboratori portatili, i cosiddetti “point of care molecolari”, che in due ore sono in grado di fare l’analisi molecolare di un campione prelevato con il tampone.

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