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Escursionisti Velino, il fotoracconto della terza difficile giornata delle ricerche (FOTO – VIDEO)

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Massa d’Albe. Sono iniziate questa mattina alle 7 le ricerche dei quattro escursionisti dispersi sul Monte Velino e sono andate avanti fino al tramonto. Sono ore di angoscia e speranza per Tonino, Valeria, Gianmarco e Gian Mauro.

Sono 51 le persone fra operatori del Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) con unità cinofile, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, 118 regionale, Esercito Italiano e Carabinieri. Altri 20 soccorritori sono arrivati da tutta Italia.

Grazie alla visibilità buona sono decollati tre elicotteri impegnati per le operazioni di ricerca: 118, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

Messaggi di speranza sono stati portati alle famiglie dal vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro. Presenti anche il presidente della Regione, Marco Marsilio, e il sindaco Gianni Di Pangrazio che hanno ringraziato gli operatori per il lavoro svolto.

Secondo una prima ricostruzione  del luogotenente Paolo Passalacqua del Soccorso alpino della Guardia di Finanza dell’Aquila i dispersi volevano “percorrere la Valle Majelama e raggiungere punta Trento e punto Trieste”.

Cresce la preoccupazione con il passare delle ore. Sull’area della valanga sotto cui si teme possano essere rimasti i quattro escursionisti dispersi da due giorni, è in corso una ricognizione aerea per valutare la possibilità di portare i soccorsi dall’alto.

Intanto approfittando di una buona visibilità volano tre elicotteri: quello del 118 partito dall’aeroporto aquilano di Preturo, un 139 della guarda di Finanza arrivato da Pratica di Mare e un 412 Vigili del Fuoco di Pescara.

Inizia a fare buio e a causa del vento forte le ricerche si fanno sempre più difficili. Si decide di far scendere uomini, cani e attrezzi da Valle Majellama nel campo di Forme di Massa d’Albe centro operativo dei soccorsi.

Alle 17.30 le ricerche vengono sospese. Riprenderanno domani mattina alle 7 e sarà ampliata l’area delle operazioni che stanno coinvolgendo un centinaio di soccorritori da tutta Italia. Si pensa anche a delle cariche esplosive per smuovere la neve alta.

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