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Emergenza Coronavirus, lettera aperta a tutti gli amministratori abruzzesi da parte della Lega: si attivi sussidierietà per colmare i vuoti del decreto Cura Italia

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L’Aquila. Insoddisfazione e carenze su tutta la linea dei provvediementi scaturenti dal decreto “Cura Italia”, varato dal Governo per l’emergenza Coronavirus. Questo quanto emerge dall’analisi del decreto stesso fatta dal dipartimento Enti Locali della Lega Abruzzo che ha inoltrato una lettera aperta alla Giunta regionale, al Consiglio nonché ai sindaci abruzzesi affinché si prenda coscienza delle mancanze denunciate nella disamina dei vertici regionali del Carroccio che fa appello al ricorso al principio di sussidiarietà, previsto e disciplinato dall’art. 118 della Costituzione, come strumento per rimodulare i vuoti lasciati dal provvedimento di Palazzo Chigi.

“All’esito di un primo sommario esame del decreto “Cura Italia”, pubblicato in data odierna in Gazzetta Ufficiale, il dipartimento Enti Locali della Lega Abruzzo esprime viva preoccupazione per la pressoché totale indifferenza del Governo nei confronti delle difficoltà che i Comuni sono e saranno chiamati ad affrontare a causa dell’emergenza Covid-19 e chiede al Presidente della Regione Abruzzo ed a tutti i consiglieri e assessori regionali di farsi carico, mediante l’adozione di provvedimenti concreti ed urgenti, di scongiurare il pericolo che molte amministrazioni comunali aggravino in maniera irreversibile la loro situazione finanziaria e non siano in grado di assicurare i servizi essenziali”.

“Difatti, a fronte di una serie di oneri aggiuntivi che gravano sul bilancio degli enti locali (acquisto strumenti di smart working, premio presenza marzo, compensi per servizi sociali e dell’infanzia non resi, solo per citarne alcuni), a benefico dei comuni è previsto il solo differimento della quota capitale dei ratei di mutui in scadenza nel 2020. Tuttavia, tale disposizione, è limitata ai soli mutui trasferiti al MEF con il D.L. 269/2003 e non a quelli in carico a CDP, rendendo di fatto più che marginale, per la maggior parte dei comuni abruzzesi, il pur temporaneo beneficio”.

“Pertanto, premesso che alla eventuale individuazione da parte della regione di “zona rossa” per alcuni comuni abruzzesi, deve fare seguito la previsione di interventi straordinari analoghi a quelli contenuti nelle disposizioni statali, appare necessario che la Regione Abruzzo, in virtù del principio di sussidiarietà verticale, previsto dall’art. 118 della Costituzione, intervenga, attingendo risorse anche dalla rimodulazione straordinaria delle economie e dalla maggiore disponibilità finanziaria generata dalla moratoria sulla rata dei mutui 2020, con misure concrete a beneficio di tutti i comuni abruzzesi, tra le quali si propongono:
1)- fondo per pagamento lavoro straordinario personale dipendente, poiché, atteso l’obbligo di ridurre al massimo la presenza nei comuni in costanza di retribuzione per gli assenti, si deve necessariamente far lavorare di più i dipendenti adibiti ai servizi essenziali (non la sola Polizia Municipale come indicato nel decreto con dotazione finanziaria palesemente insufficiente);
2)- fondo da trasferire in via preventiva in base al numero di abitanti, vincolato ad interventi straordinari di assistenza e sostegno alla popolazione debole (giovani e anziani), anche al fine di contemperare i disequilibri finanziari derivanti dal mancato gettito di rette per scuolabus, mense, asili nido, impianti sportivi, centri di aggregazione per anziani ecc.;
3)- Aumento fino al 60%, in deroga alle convenzioni in essere, come avvenuto l’estate scorsa per le province, della quota di anticipazioni a favore dei comuni soggetti attuatori di interventi co-finanziati dalla regione, al fine di dare sostegno alle imprese impegnate sui cantieri della regione ed evitare ulteriore crisi di liquidità ai comuni;
4)- Sostegno finanziario, mediante trasferimenti temporanei ai comuni che ne fanno richiesta, finalizzato al pagamento della quota capitale dei mutui non ricompresi nel differimento della rata 2020 previsto nel decreto del governo, da restituirsi alla regione all’esito del pagamento dell’ultima rata, con interessi al tasso fisso medio vigente;
5)- Acquisto centralizzato da parte della regione o trasferimento di fondi vincolati per consentire ai comuni di dotarsi di idonei e sufficienti strumenti per l’implementazione del lavoro agile o smart working;
6)- rimborso ai comuni di tutte le spese sostenute in via d’urgenza in relazione alla gestione dell’emergenza epidemiologica”.

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