Le estati si confermano sempre più torride, e i principali centri urbani della provincia dell’Aquila si scoprono ancora impreparati ad affrontare l’emergenza meteo e climatica in modo sostenibile e naturale. È il grido d’allarme lanciato da Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che invita a superare la logica dell’aria condizionata a tutti i costi. Affidarsi esclusivamente ai condizionatori viene definita una scelta “superficiale ed egoistica”: pur rimanendo presidi necessari per fragili, anziani e strutture sanitarie, i refrigeratori consumano energia e scaricano ulteriore calore all’esterno, finendo per alimentare il fenomeno delle “isole di calore urbane” anziché risolverlo.
I dati confermano la gravità della situazione. Uno studio coordinato dal CNR e realizzato con l’ISPRA ha rilevato la presenza di isole di calore in tutti i capoluoghi di regione italiani, collocando L’Aquila tra le città dove la differenza di temperatura tra centro e aree meno urbanizzate risulta più marcata. La medesima ricerca evidenzia però una soluzione concreta: incrementare del 5% la copertura arborea comunale può abbattere la temperatura media superficiale di oltre mezzo grado.
Nel capoluogo, la fase di ricostruzione post-terremoto avrebbe dovuto rappresentare l’occasione ideale per ridisegnare il rapporto tra cemento e natura, una possibilità che AVS ritiene comunque ancora aperta. Oggetto di critica sono le ultime scelte dell’amministrazione comunale, tra cui l’azzeramento dell’aiuola in Piazza Regina Margherita e il taglio di alberi al Parco Polsinelli e in via Mulino di Pile.
Per il centro storico — a partire da piazza Duomo (descritta come un “deserto bianco e accecante”), piazza Palazzo e piazza Chiarino — la proposta non è quella di creare boschi impraticabili che snaturino il patrimonio monumentale e i mercati, ma di posizionare alberature e zone d’ombra lungo i margini. La necessità di alberi, pavimentazioni permeabili e zone ombreggiate riguarda anche i nuovi parcheggi, l’area della stazione ferroviaria e il progetto di piazza d’Armi. Nelle periferie e negli insediamenti del Progetto C.A.S.E., oltre che nei nuovi poli scolastici, spazi come piazzali e asfalto inutilizzato potrebbero essere trasformati in boschi urbani, giardini di quartiere e piste ciclabili, previa chiarezza sul futuro di tali complessi.
Ad Avezzano la proposta punta a rispolverare l’impianto urbanistico di “città giardino” pianificato dopo il sisma del 1915. Sfruttando le strade ampie e regolari del centro, è possibile incrementare il verde senza snaturare l’identità locale.
In quest’ottica, AVS suggerisce un piano di raffrescamento per piazza Risorgimento, via Corradini e gli assi viari principali, affiancato dalla creazione di un corridoio verde continuo. Questo percorso dovrebbe connettere la Villa e il Parco Torlonia al Castello Orsini, alle scuole e alle zone pedonali, spingendosi idealmente fino alla Riserva naturale del Monte Salviano. Anche in questo caso, la strategia passa da azioni diffuse e mirate: alberare i parcheggi, ombreggiare le fermate dei bus e de-pavimentare i cortili scolastici.
A Sulmona la struttura della Valle Peligna accentua il calore estivo, richiedendo interventi che rispettino il contesto storico e la vista sul Morrone. Le polemiche si concentrano sulla gestione del verde pubblico, come l’abbattimento nel 2024 di 18 tigli in piazza Garibaldi, sostituiti con essenze decorative ritenute inadeguate a creare ombra reale.
A tal proposito viene richiamata la campagna “Piantiamo 10 alberi” promossa da AVS Sulmona nel maggio 2025: una piantumazione simbolica in punti critici della città (come la Fontana Iapasseri al Parco del Vella e la zona della discarica comunale per sollecitarne la bonifica con barriere verdi) intesa come primo passo verso un piano da 10.000 alberi. L’iniziativa sollecita anche l’adozione del Regolamento del verde urbano e la candidatura di Sulmona a capitale italiana dei parchi naturali. Un piano alberi serio, viene ribadito, non si limita al numero di piantine inserite per propaganda, ma richiede irrigazione, scelta delle specie adatte e manutenzione costante, oltre alla creazione di percorsi ombreggiati tra la Villa Comunale, corso Ovidio e il Parco Fluviale.
L’esigenza di interventi per contrastare il calore riguarda l’intero territorio provinciale, da Pratola Peligna a Castel di Sangro, fino a Tagliacozzo, Carsoli e ai piccoli centri delle aree interne.
Sinistra Italiana – AVS conclude rivolgendo una richiesta formale ai sindaci dell’Aquila, Avezzano e Sulmona affinché avviino la mappatura delle isole di calore e fissino target misurabili per l’aumento del verde pubblico. Alla Provincia dell’Aquila viene invece chiesto di assumere un ruolo di coordinamento tra enti locali, l’Università dell’Aquila, associazioni e professionisti, per fare del verde urbano un pilastro fondamentale della pianificazione del territorio.



