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Elicottero caduto, Petrocchi: “bimbi senza le carezze dei padri, morti mentre facevano il loro dovere”

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L’Aquila. Con la benedizione questa mattina del fontanile di Monte Cefalone si e’ aperta la giornata di commemorazione dell’incidente aereo a Campo Felice, dell’elicottero del 118 schiantato esattamente un anno fa che ha causato la morte dei sei passeggeri, il pilota Gianmarco Zavoli e il tecnico di volo Mario Matrella, il medico Walter Bucci, l’infermiere Giuseppe Serpetti, il tecnico del Soccorso alpino Davide De Carolis e lo sciatore ferito che era appena stato recuperato a Campo Felice, Ettore Palanca. A seguire alla basilica di Santa Maria di Collemaggio la messa officiata dal vescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi che ha rivolto un pensiero particolare per i figli dei sei deceduti, l’orgolio di avere un papa’ importante per quello che faceva per la collettivita’.

Sempre il vescovo, ricordando ai presenti e soprattutto alle famiglie delle vittime, il valore dei soccorritori ha evidenziato come ci sono degli uomini che non si faranno mai dimenticare. All’interno lo stendardo della Asl dell’Aquila, istituzione rappresentata dal manager Rinaldo Tordera, il personale del 118, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e degli studenti della Scuola della Val Vibrata dove si insegna a diventare pilota, oltre ai tecnici del soccorso alpino. “E’ stata una mazzata che ci ha reso tutti stupefatti, non ci sembrava vero”. Cosi’ il responsabile della centrale del 118 dell’Aquila, Gino Bianchi che ha vissuto in prima persona quei momenti drammatici e che invano aveva tentato di mettersi in contatto con l’equipaggio dell’elicottero che conosceva da anni. “Passando i minuti – ha aggiunto – e non avendo il sentore che l’elicottero era atterrato all’ospedale dell’Aquila, abbiamo cominciato a contattare l’equipaggio via radio e sui cellulari di servizio senza ricevere risposta. Passati 15 minuti abbiamo attivato i soccorsi nel frattempo ho interessato il Dipartimento di protezione civile che pochi istanti dopo mi ha confermato di aver ricevuto il segnale di ‘crash’ ovvero di schianto del velivolo. Da quel momento e’ tutto cambiato. Per noi non e’ mai sufficiente il modo per tenere vivo il ricordo”. Alle 19 prevista una fiaccolata a Campo Felice.

Un distillato di ricordi, dolore, tristezza, preghiera e riconoscenza per uomini che hanno perso la vita nello svolgimento del proprio dovere. Ci sono stati tutti questi sentimenti dentro la funzione religiosa di questa mattina, svoltasi alla Basilica di Collemaggio di L’Aquila, in omaggio delle 6 persone morte nell’incidente dell’elicottero del 118, precipitato a Campo Felice un anno fa, il 24 gennaio del 2017, verso le 11.30, in una mattinata in cui la nebbia annullava i contorni delle cose e intrappolava proditoriamente il velivolo in nuvole bianche e diafane. Una cerimonia religiosa, officiata dal monsignor Giuseppe Petrocchi, arcivescovo metropolita di L’Aquila, che nell’omelia, riferendosi ai 6 uomini periti nella tragedia, ha parlato di ‘Nostri amici che hanno dimostrato un eroismo non esibito ma condiviso e di grande dedizione al dovere’ aggiungendo: “Penso ai quei bambini che non avranno piu’ le carezze dei padri”. E’ stata una rievocazione a cui la gente di L’Aquila ha risposto affollando in silenzio la Basilica di Collemaggio, attraversata durante la messa da raggi di sole che hanno bucato la cortina di cupa tristezza di una cerimonia che a tratti ha assunto il senso di un lascito di valori morali e professionali affidati alla comunita’ aquilana da quegli uomini caduti durante il lavoro.

Poco dopo mezzogiorno, durante la liturgia, i nomi delle 6 vittime sono risuonati con vibrazione di autentica commozione lungo le navate, in un silenzio di preghiera e di raccoglimento: il medico Walter Bucci, 57 anni, l’infermiere Giuseppe Serpetti, 59 anni, il tecnico di bordo Mario Matrella, 42 anni, Davide De Carolis, tecnico del soccorso alpino, il pilota Gianmarco Zavoli (componenti l’equipaggio) ed Ettore Palanca, 50 anni, il turista di Roma che era stato soccorso. A rendere onore alla loro memoria c’erano il manager della Asl, Rinaldo Tordera e il direttore sanitario Teresa Colizza, il direttore del 118 Gino Bianchi (insieme a una folta rappresentanza di operatori del servizio), il sindaco Pierluigi Biondi, il prefetto Giuseppe Linardi, il questore Antonio Maiorano, il generale Michele Sirimarco, comandante dei carabinieri di Abruzzo e Molise, e la senatrice Stefania Pezzopane. A rendere l’atmosfera ancora piu’ densa di commozione e’ stata la struggente esibizione del coro degli alpini di Atri, il cui canto ha toccato gli animi con accenti di grande solennita’ e mestizia. Il manager della Asl ha letto i messaggi di sentita partecipazione inviati dal sindaco di Foggia, Franco Landella, e del presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, che hanno voluto ricordare una vittima della loro terra, Mario Matrella, originario di Foggia. Lo stesso Tordera ha letto il messaggio del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, impossibilitato a intervenire per impegni istituzionali, nel quale il governatore ha voluto esprimere la ‘personale vicinanza e quella della Regione e dare un abbraccio ai familiari delle vittime con affetto e gratitudine”.

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