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Elezioni, la Pezzopane si racconta: l’Abruzzo è forte e gentile, ma deve essere anche più ambizioso

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L’Aquila. “L’Abruzzo è forte e gentile, ma deve essere anche più ambizioso”. E’ questo il messaggio denso di valore e di un pizzico di grinta che la senatrice Stefania Pezzopane, candidata con il Partito democratico alla Camera dei deputati nel collegio proporzionale L’Aquila – Teramo, ha lanciato all’Abruzzo in vista del rinnovo del Governo. Già presidente della Provincia dell’Aquila e Senatrice è stata una delle più operose rappresentanti del Governo che sta per concludersi, battendosi per la sua L’Aquila e per il suo Abruzzo. L’abbiamo incontrata durante una delle tante tappe del suo tour elettorale dove, lontana da ogni strategia pensata a tavolino, sta facendo quello che ama di più: andare tra la gente e parlare con loro.

 

Senatrice sta per concludersi una lunga campagna elettorale definita da molti anomala per argomenti e tempistiche. Cosa le rimarrà di questa esperienza?

Il calore umano che ho trovato in tutti gli incontri, anche in quelli più accesi, dove dalle critiche iniziali, poi sono nati abbracci e segni di speranza per il futuro. È una campagna che va dai circoli alle piazze e che trova un paese disorientato con molte preoccupazioni, ma è anche una campagna che misurerà la volontà del paese di riprendersi. La scorsa campagna elettorale si è svolta in piena crisi economica, con lo spread impazzito e l’occupazione che calava; oggi lo spread è contenuto e altrettanto l’inflazione, l’occupazione che cresce e la disoccupazione in discesa. In questi anni è stata usata una “terapia pesante” ma oggi, in piena fase di crescita, si può intervenire sulle emergenze, come il lavoro, come è capitato ad esempio per l’ex Micron a cui abbiamo destinato 28 milioni di euro, fondamentali per far riprendere la realtà sotto forma di nuova azienda, ma anche per la Vesuvius e per la Fiamm. Non tutto si è concluso in maniera positiva ma ciò che ancora non è stato concluso merita tutta la nostra attenzione.

 

È stata in Regione, poi alla guida della Provincia, in Senato e ora si prepara ad entrare alla Camera. In che modo affronterà questo passaggio?

Sono molto emozionata, anche perché è tutto in divenire, pertanto approfitto per chiedere a chi mi ascolta di darmi una mano affinché si concretizzi la possibilità di fare questa nuova esperienza.

È stata una delle parlamentari più presenti, e soprattutto più operose. Quanto è difficile riuscire a comunicare oggi il proprio operato al popolo?

È molto difficile perché siamo nell’epoca dei social che sono una grandissima e straordinaria opportunità ma purtroppo sono anche i posti dove si postano agevolmente le fake news, dove qualsiasi notizia, anche quelle infondate, diventano verità. Io infatti, fermo restando l’impegno in parlamento, quando ho potuto ho cercato di comunicare oltre ai social anche tramite il contatto diretto.

Subito dopo la sua elezione ha pensato a quale sarà la priorità da portare all’attenzione dei colleghi onorevoli?

Per me il lavoro. Il lavoro che va creato per dare opportunità ai giovani di avere un futuro, che poi è la vera emergenza del paese.

 

L’Abruzzo sta cambiando molto e sta puntando sulla valorizzazione delle sue bellezze archeologiche e naturalistiche. C’è una ricetta secondo lei per fare in modo che tutto questo possa diventare anche una forma di microeconomia per il territorio?

Unire le risorse umane, non litigare, non dividersi, ma fare un patto tra le varie istituzioni e poi usare bene le risorse pubbliche che ci sono. Basta vedere nell’ultima legislatura le misure prese da Franceschini per la cultura, dai beni archeologici al cinema, modificando gli ambiti dei musei. Questa terra ha grandi emergenze culturali e ambientali, ci sono anche buone esperienze, ma il sistema va rafforzato. Riusciremo a fare molto se riusciremo a fare sinergia e ad utilizzare correttamente i fondi pubblici.

Ha lottato molto per la sua L’Aquila e per fare in modo che la città potesse tornare a vivere. Cosa manca ancora a quel tessuto urbano così fortemente colpito nel 2009?

L’Aquila ha davanti ancora numerosi impegni da assecondare. Abbiamo trovato le risorse, mi sono battuta perché ci fosse il finanziamento per la ricostruzione, nuove norme per accelerare le procedure, più personale e tutto adesso va però anche qui messo a sistema, c’è purtroppo un rallentamento, specie dopo l’insediamento della nuova amministrazione comunale, specie nell’edilizia privata. L’Aquila ha bisogno di accelerare questo percorso, ha bisogno di far tornare i cittadini nel centro storico, non solo della città ma anche in quelle dei borghi e delle frazioni. L’Aquila non può vivere a lungo facendo una vita solo nelle periferie o nei progetti case. Quindi il mio obiettivo è ricostruzione al 100% e accelerazione della costruzione, ma anche messa a sistema dei due terremoti perché oltre quello del 2009 ci siamo trovati ad affrontare anche quello del 2016/17 che ha coinvolto comuni del versante aquilano e teramano, alcuni dei quali li hanno subiti entrambi. Il terremoto e la ricostruzione continua ad essere una grande questione nazionale per quale ho operato davvero in maniera molto impegnata e impegnativa con il cuore e con la testa e continuerò a farlo conscia che l’Abruzzo ha bisogno di chiudere questa partita della ricostruzione per sviluppare nuove prospettive per tutti i territori.

Prima di salutarci le chiediamo di lanciare un messaggio all’Abruzzo.

E’ forte e gentile ma deve essere anche più ambizioso e quindi darsi una classe dirigente degna delle aspettative della sua gente. La mia speranza è che il 4 di marzo si possa dare un segno forte che non si sprechi il voto, e che si possa fare un percorso nuovo di rafforzamento di questa straordinaria terra d’Abruzzo, che è la mia terra.

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