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Election day al via, quattro aspiranti alla carica di governatore, cento sindaci, rappresentanti europei, ma c’è l’incognita astensione

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elezioni-comunali-680x365Pescara. Si è finalmente conclusa la lunga e faticosa campagna elettorale che ha visto un esercito candidati confrontarsi e scontrarsi sulle questioni strettamente territoriali ma anche nazionali ed europee. Gli abruzzesi sono in pausa di riflessione, i politici e i partiti in silenzio imposto, tutti sono pronti ad esprimersi sul futuro della terra di Silone, Flaiano, Croce, e D’Annunzio, solo per citare alcuni grandi esponenti che hanno dato lustro all’Abruzzo. Siamo giunti al fatidico election day dove oltre alle europee si andra’ al voto anche per il rinnovo del Consiglio regionale e per l’elezione di cento sindaci. Quattro gli sfidanti per la poltrona del presidente. Il governatore uscente, Gianni Chiodi (Fi), ci riprova sostenuto da un centrodestra unito. Ad insidiarlo l’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, uomo forte del Pd, appoggiato da altre sette liste. Non molla Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione Comunista-Se, che si presenta con la lista “Un’altra Regione per Maurizio Acerbo”. Per lui l’obiettivo piu’ importante e’ quello di superare la soglia di sbarramento del 4% indicata dalla legge regionale per le liste che corrono da sole. Ma la vera incognita e’ rappresentata dalla debuttante dei 5 Stelle, Sara Marcozzi, giovane avvocato di Chieti alla sua prima esperienza politica. Nelle sue uscite pubbliche e’ stata sempre composta, lontana dallo stile ‘vaffa’ del suo leader. La nuovo assise sara’ composta da 31 membri: 29 consiglieri, il presidente uscito vincitore e quello che ha preso piu’ voti subito dopo di lui. Poiche’ sia Marcozzi che Acerbo, la prima a Chieti, il secondo a Pescara, si presentano anche al proporzionale, a rischiare di arrivare terzi sono Gianni Chiodi o Luciano D’Alfonso. In Abruzzo si torna al voto anche nei Comuni di Pescara e Teramo. Nel primo i candidati sono nove, nel secondo sette. Vista la parcellizzazione delle liste e’ piu’ che probabile che in entrambi i Comuni si debba far ricorso al ballottaggio. Sia Teramo che Pescara ripropongono i sindaci uscenti del centrodestra: Maurizio Brucchi e Luigi Albore Mascia, entrambi di Forza Italia. Se a Teramo il centrodestra si presenta unito, a Pescara c’e’ stata una diaspora, in particolare con il Nuovo Centrodestra che ha deciso di correre da solo con Guerino Testa, presidente uscente della Provincia. Solo in caso di ballottaggio Testa e Mascia, come annunciato dagli stessi, si coalizzeranno nuovamente. Centrosinistra unito, a parte Rifondazione, nel capoluogo adriatico con il candidato sindaco del Pd Marco Alessandrini, figlio di Emilio, il magistrato ucciso a Milano in un agguato dai militanti dell’organizzazione comunista Prima Linea il 29 gennaio 1979. Al voto andra’ anche Montesilvano, la quinta citta’ d’Abruzzo la cui amministrazione di centrosinistra era caduta a causa delle dimissioni di 13 consiglieri. Qui i candidati sindaco sono sei, compreso l’aspirante primo cittadino del Movimento 5 Stelle. E in Abruzzo, i comuni interessati, Pescara, Spoltore e Montesilvano, sono chiamati ad esprimersi anche per un referendum consultivo sulla cosiddetta ‘Grande Pescara’: riunire, cioe’, in un unico ente le tre amministrazioni civiche. Gli abruzzesi aventi diritto al voto sono 1.207.217.

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