L’Aquila. Prima il suono delle campane, poi l’orologio che riprende a segnare l’ora esatta e, progressivamente, la facciata che si disvela: così L’Aquila, in questi giorni, ritrova uno dei suoi simboli più identitari, la Cattedrale di San Massimo e San Giorgio.
Quello del Duomo dell’Aquila è un imponente cantiere di restauro condotto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo, che procede con ritmo costante per restituire alla città e al culto la sua chiesa principale.
L’intervento si inserisce nelle linee strategiche promosse dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, orientate alla tutela, alla valorizzazione e alla restituzione alla collettività del patrimonio culturale italiano, con particolare attenzione ai luoghi simbolo dell’identità storica dei territori.
Avviato alla fine di febbraio 2023, il restauro si articola in due lotti di lavori che, da ottobre 2024, procedono parallelamente. Il Duomo, gravemente danneggiato dal sisma del 2009, che provocò anche il crollo di una porzione dell’area absidale, è oggetto di un intervento seguito con particolare attenzione dal Ministero della Cultura.
L’opera è finanziata con 18,5 milioni di euro del “Piano Sviluppo e Coesione”, ai quali si aggiungono circa 18 milioni di euro assegnati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile attraverso il “Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 – Piano stralcio Cultura e Sviluppo”.
Entro due settimane la facciata del Duomo sarà completamente libera dai ponteggi, consentendo alla città di celebrare il Santo Patrono, il prossimo 10 giugno, con la ritrovata visione d’insieme del principale spazio monumentale cittadino e del disegno architettonico della piazza.
Nel frattempo proseguono gli interventi finalizzati al completamento dell’articolato restauro della Cattedrale.



