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Duecento lavoratori da 4 mesi senza stipendio, l’allarme dei sindacati: si rischiano gravi conseguenze

Giulia Antenucci di Giulia Antenucci
14 Aprile 2020
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Teramo. Duecento lavoratori da quattro mesi senza stipendio, con il rischio di forti tensioni sociali. A denunciare come la situazione all’Atr di Colonnella e alla Veco di Martinsicuro rischi di diventare esplosiva sono i segretari provinciali di Fim Cisl, Marco Boccanera, e Fiom Cgil, Mirco D’Ignazio, che sulla scorta della circolare diramata venerdì scorso dal ministro dell’Interno Lamorgese, con cui si chiedono interventi per evitare tensioni sociali e problemi di ordine pubblico legati a crisi economiche, hanno scritto al prefetto di Teramo, Graziella Patrizi, per chiedere quali azioni siano state, o saranno messe in campo, per i 200 dipendenti delle due aziende teramane.

“La circolare segnala le stesse preoccupazioni relative all’ordine pubblico e alla sicurezza che Fim e Fiom di Teramo da tempo stanno segnalando sulle due vertenze”, scrivono i sindacalisti, “vivere quattro mesi senza stipendio è insostenibile e le conseguenze rischiano di essere molto gravi”. I segretari di Fim Cisl e Fiom Cgil ricordano come il Viminale abbia invitato i prefetti ad attivare azioni di sensibilizzazione rivolte agli enti territoriali perché si attuino misure di sostegno per chi vive situazioni di disagio.

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“Per i 150 lavoratori di Atr”, continuano Boccanera e D’Ignazio, “va preteso che il presidente, Antonio Di Murro, paghi, come promesso anche davanti al prefetto, i quattro stipendi arretrati e che l’Inps di Teramo liquidi subito la cassa integrazione ordinaria a copertura della seconda metà di marzo. Così come va preteso che il ministero del Lavoro sblocchi subito la cassa integrazione per cessazione e per Covid 19 e paghi i 50 lavoratori Atr in attesa da gennaio scorso”.

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