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Doppi vitalizi: il Consiglio rinvia. Marcozzi: per maggioranza meglio voto dopo elezioni

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L’Aquila. Rinviato alla Prima Commissione (Bilancio), il progetto di legge che intende modificare l’istituto del doppio vitalizio all’ordine del giorno dei lavori della seduta ordinaria del Consiglio regionale d’Abruzzo. Rimandati invece al prossimo Consiglio regionale la discussione dei documenti politici e le votazioni sul Garante dei Detenuti e sul Collegio per le Garanzie Statutarie. Nella seconda parte della seduta ordinaria, l’assemblea ha approvato all’unanimità dei presenti il progetto di legge sulle “Disposizioni in materia di servizi minimi nel Trasporto Pubblico Locale (TPL)” e la norma sulla “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo”, così come emendata in Aula. Approvato, inoltre, il progetto di legge che prevede “Interventi a favore della conservazione dell’Orso bruno marsicano”, a seguire, con voto unanime dell’Aula, il provvedimento su cinque stelle consiglio“Disposizioni in materia di promozione e tutela dell’attività di panificazione in Abruzzo” e una risoluzione sul CIAPI che impegna il Consiglio regionale a stanziare, entro giugno, settecentomila euro a favore dell’ente e ad effettuare un piano di salvaguardia a tutela dei lavoratori. Il Consiglio ha licenziato, in ultimo, il Provvedimento Amministrativo a favore del Comune di Pescasseroli (L’Aquila) per una variante al PRG (Piano Regolatore Generale) e al PRP (Piano Regionale Particolareggiato). “Saremo sempre noi quelli che approveranno una legge pilastro nel dibattito pubblico regionale come quella sui vitalizi. Per queste ragioni abbiamo rinviato il provvedimento in prima commissione (Bilancio) annunciando che entro luglio faremo la nostra proposta di legge rivedendo l’istituto del vitalizio”. Così Camillo D’Alessandro, cooordinatore della maggioranza in Consiglio, dopo l’esito, sul tema, della seduta dell’assemblea regionale. “Oggi in aula il Movimento Cinque Stelle non ha preso la parola sul consiglio straordinario dei trasporti ed ha abbandonato l’aula sulla legge sui servizi minimi ­ dichiara ­ la propria esistenza in vita secondo loro si giustifica non sui problemi ma sulle norme spot, demagogiche, con il solo obiettivo di apparire fustigatori, moralizzatori, titolari di merito che non hanno. Io, ho rinunciato al vitalizio da consigliere regionale. Dunque non andrò in pensione con i soldi degli abruzzesi. Sempre io sono quello che nella scorsa legislatura ha proposto una norma dalla minoranza, votata dall’allora maggioranza, che ha abrogato per sempre i vitalizi dei consiglieri regionali. Ho rappresentato un Gruppo Consiliare nella scorsa legislatura, che ha definito il taglio delle indennità e, siccome l’allora maggioranza non approvava la legge, come Gruppo decidemmo di autoridurci l’indennità per finanziare il capitolo della povertà. Saremo sempre noi quelli che approveranno una legge pilastro nel dibattito pubblico regionale come quella sui vitalizi”.
“Legge sulla abolizione del privilegio del doppio vitalizio per i consiglieri regionali? Per la maggioranza meglio votarla dopo le elezioni”. Questo il commento di Sara Marcozzi, prima firmataria della proposta di legge del M5S, giunta in assemblea dopo essere stata già votata all’unanimità nella commissione Bilancio. “Prima, per voce di Camillo D’Alessandro, la maggioranza ha cincischiato per allungare i tempi per l’inserimento all’ordine del giorno della discussione in aula, poi hanno nicchiato chiedendo una sospensione che doveva essere di 15 minuti ed è invece durata quasi un’ora ­ afferma in una nota l’esponente del M5S ­ poi hanno pensato di poter sostituire l’eliminazione del vitalizio con una decurtazione del 50% dello stesso e alla fine hanno dato il meglio: hanno rimandato il tutto in commissione e a dopo le elezioni amministrative”. “Stessa tecnica già utilizzata per la nostra proposta di legge sul dimezzamento degli stipendi! E, forse, questa volta, la legge che elimina l’ennesimo iniquo privilegio per la classe politica, è più comodo votarla dopo le elezioni, per non rischiare di compromettere il consenso elettorale degli abruzzesi prima delle elezioni con un voto contrario”.

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