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Discariche a cielo aperto, ecco che spuntano gli esilaranti cartelli contro gli incivili

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Ovindoli. La strada è quella che da Celano sale a Ovindoli, tante volte passata alle cronache per via delle discariche abusive piene di indifferenziata, a cielo aperto. È la strada statale 696 presa d’assalto, soprattutto nei giorni di festa e quindi del transito dei turisti, dal lancio della busta selvaggia. Ecco che ora spunta un cartello, affisso su un albero, che strappa una risata ai passanti ch elo intravedono tra i rami, dai toni esilaranti e che di certo restituisce un’offesa a chi abbandona rifiuti: “Zoccole e cornuti possono abbandonare l’immondizia qui!”.

Il cartello è affisso proprio in uno dei punti, come si vede dalle immagini della galleria, più a rischio degrado per via di chi continua imperterrito a sporcare la natura. Non c’è campagna di sensibilizzazione che tenga, non c’è bonifica che riesca a sortire l’effetto del deterrente.

A quanto pare non è questo l’unico cartello però che si trova nella località turistica di Ovindoli, martoriata dal maltempo che nei mesi scorsi ha visto cadere sotto il peso della neve e delle raffiche di vento, centinaia di alberi e dissestata dal covid, che ha di fatto fatto sparire gli amati turisti che fanno da sempre girare l’economia di tutto il territorio.

In un altro cartello, vicino al piazzale della Dolce Vita, ironicamente si invita a chi fa l’amore di raccogliere prima di andare via i “propri frutti” da terra e in un altro, alla Pineta, si invitano i cani a non lasciare le foto dei propri padroni in giro, con tanto di cacca intagliata nel legno.

“Sono cartelli realizzati da un ambientalista del paese che ha usato questa ‘strategia’ per dissuadere chi ha comportamenti sbagliati che deturpano la natura”, ci racconta un ovindolese al quale mostriamo la foto del cartello che abbiamo trovato sulla strada, “è un appassionato di natura e realizza anche delle sculture sui tronchi degli alberi caduti. Nella Pineta ne ha trasformati alcuni in funghetti, per far giocare i bambini. Magari riuscisse a fermare davvero il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti in natura”.

 

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