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Dipendente e sindacalista licenziato dalla Ica per diverbio con dirigente, Foschi: azienda rispetti norme sindacali

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Pescara. “Torna domani in Commissione Vigilanza, Controllo e Garanzia, il ‘caso’ del dipendente della Ica Srl, la societa’ che gestisce, per conto del Comune di Pescara il servizio delle pubbliche affissioni, licenziato dopo un’Assemblea sindacale nella quale il dipendente avrebbe avuto un diverbio con un dirigente, presente pero’ in qualita’ di sindacalista e non di rappresentante aziendale. Al confronto domani saranno presenti, oltre ai vertici della Ugl, con il segretario regionale Gianna De Amicis, anche i rappresentanti della Ica Srl, provenienti da La Spezia per la procedura di raffreddamento, e la dirigente del Settore Tributi del Comune Maria Gabriella Pollio alla quale l’Associazione ‘Pescara .- Mi piace’, che sta seguendo la vicenda, rinnovera’ l’invito a effettuare una verifica sul rispetto delle norme contrattuali da parte dell’Ica Srl, ossia a verificare che la societa’ rispetti i rapporti sindacali con i propri dipendenti, che vengano rispettate le previsioni del contratto, stipulato nel 2016, e che tutti i dipendenti previsti negli uffici di Pescara stiano operando effettivamente in quegli uffici o, piuttosto, che non siano stati delocalizzati in altre citta’ vicine”. Lo ha detto Armando Foschi, membro dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, ufficializzando il nuovo vertice convocato per domani alle ore 12 nella Sala Commissioni del Comune di Pescara. “A far accendere i riflettori sull’operato della societa’ e’ stato proprio quel licenziamento che ha di fatto scoperchiato una pentola in piena ebollizione – ha sottolineato Foschi -. In sostanza l’Ica avrebbe vinto l’appalto nel 2015, ma il contratto e’ stato stipulato solo nel 2016 e la grossa novita’ contenuta in quell’atto e’ l’ampliamento dell’orario di lavoro, con l’istituzione di 4 rientri pomeridiani settimanali anziche’ gli attuali due rientri. In realta’, seppur prevista nel contratto, quella novita’ o, meglio, quell’obbligo non e’ mai divenuto operativo, sino allo scorso ottobre quando, dall’oggi al domani, i responsabili della societa’ avrebbero fatto sapere ai dipendenti che dal lunedi’ successivo sarebbe entrato in vigore il nuovo orario di lavoro, senza alcuna concertazione sindacale, senza alcuna informazione preventiva, facendo ricadere sui dipendenti i relativi oneri e pesi. Ovviamente tale disposizione improvvisa ha generato il malcontento tra i lavoratori che hanno convocato un’assemblea sindacale, alla quale si e’ presentato anche un dirigente dell’Ica, ma sostenendo ufficialmente di partecipare, anch’egli, in qualita’ di lavoratore, dunque ‘collega’ iscritto ad altro sindacato”.

“Durante l’Assemblea – ha aggiunto Foschi – sarebbero volate parole grosse tra il dirigente-lavoratore e un altro dipendente, come accade in tutte le Assemblee sindacali animate, ed e’ qui che e’ scoppiato il bubbone, perche’, chiusa la riunione, il lavoratore ha reindossato la veste del dirigente e, sentendosi evidentemente offeso dal collega, ha avviato una contestazione disciplinare nei suoi confronti. Alla replica dell’Ugl, il dirigente ha risposto con il licenziamento del lavoratore, un dipendente che da 14 anni opera nell’Ufficio Pubbliche affissioni di cui rappresenta una delle memorie storiche. Ora, se e’ vero che il Comune non puo’ interferire nei rapporti tra la societa’ prestatrice di servizio e i propri dipendenti, e’ anche vero che la stessa amministrazione ha invece voce in capitolo sul rispetto delle norme contrattuali da parte della societa’. Ovvero: se il contratto di lavoro e’ stato firmato nel 2016, perche’ la Ica non ha applicato subito l’ampliamento dell’orario di servizio aspettando addirittura un anno? Perche’ non ha utilizzato quell’anno di tempo per fare la regolare contrattazione con i sindacati imposta dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro? E perche’ dopo aver perso un anno, di fatto non rispettando il contratto con l’amministrazione comunale, all’improvviso ha deciso di procedere con l’estensione dell’orario pretendendo di imporre la modifica ai propri dipendenti in tre giorni? E perche’ la giunta Alessandrini in quell’anno perso non ha contestato alla Ica il mancato rispetto del contratto d’appalto, e soprattutto quante ore di servizio sono state pagate dal Comune alla Ica, quelle effettivamente svolte con soli due rientri pomeridiani a settimana o con quattro rientri? E’ chiaro – ha sottolineato Foschi – che siamo di fronte a una situazione di forte ambiguita’ che va chiarita e spetta al sindaco Alessandrini fornire tali risposte. Non solo: gia’ durante l’ultima seduta di Commissione convocata sulla vicenda, e’ emerso che nel contratto d’appalto e’ previsto che l’Ica operi nell’ufficio Affissioni con un numero di dipendenti che pero’ non corrisponde alla realta’, ovvero alcuni di quei lavoratori, sulla carta previsti nell’ufficio di Pescara, e pagati all’Ica dal Comune di Pescara, in realta’ vengono impiegati in altre citta’, come Ortona, Lanciano, addirittura Guidonia o Scampia. Riteniamo che sulla vicenda vada aperta immediatamente una Commissione d’indagine perche’ l’amministrazione comunale non puo’ limitarsi a esternalizzare i servizi senza esercitare alcuna funzione di controllo sulle societa’ che si aggiudicano le attivita’ e ignorando anche gli eventuali comportamenti antisindacali”.

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