Pescara. Quattro persone, di cui tre minorenni, sono state denunciate nell’ambito delle indagini della Digos sulla possibile manifestazione organizzata per domani pomeriggio nel centro di Pescara.
Tutte sono indagate per istigazione a delinquere aggravata. Nelle chat utilizzate per preparare la protesta sono comparsi messaggi che incitavano alla violenza contro le forze dell’ordine e indicazioni su possibili obiettivi commerciali da prendere di mira. La polizia ha eseguito quattro perquisizioni, sequestrando telefoni cellulari, un coltello a scatto e una pistola softair priva di tappo rosso.
Eseguite nell’ambito delle attività della Digos in 18 città italiane, le indagini della Digos di Pescara e del Cosc Abruzzo sono partite dal monitoraggio di un gruppo WhatsApp, inizialmente denominato “Protesta Pescara centro” e poi “Protesta Pescara 24”, e di un gruppo Telegram collegato, con circa 400 utenti. Nelle conversazioni è stato diffuso anche un vademecum con indicazioni sull’abbigliamento da indossare, tra vestiti neri, passamontagna e maschere antigas, e sugli strumenti da portare in piazza, tra cui fumogeni, petardi e mortai. Alcuni partecipanti hanno inoltre fatto riferimento all’utilizzo di pistole e molotov contro le forze dell’ordine.
La Procura di Pescara e quella per i minorenni dell’Aquila hanno disposto le perquisizioni, eseguite oggi in tre casi nel Pescarese e in uno nel Chietino. Per l’unico maggiorenne si procede anche per detenzione di arma da sparo.
Durante le operazioni sono stati sequestrati gli smartphone degli indagati, un coltello a scatto con lama di circa sette centimetri e una pistola softair che riproduce una Beretta 92 FS, senza tappo rosso. Le indagini proseguono per identificare altri partecipanti alle chat che potrebbero aver diffuso messaggi di rilevanza penale.



