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Decreto ministeriale lede l’attività di pesca, la Regione sollecita di nuovo il Governo

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L’Aquila. Con una nota inviata ieri il presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso e l’assessore regionale alle politiche della pesca Dino Pepe sollecitano il Governo – attraverso il sottosegretario Sandro Gozi – e in particolare il ministro della Pesca Maurizio Martina a modificare l’articolo 6 del Decreto Ministeriale del 3 luglio scorso intitolato “Arresto temporaneo obbligatorio delle unita’ autorizzate all’esercizio della pesca con il sistema strascico – annualita’ 2015”. DUE PESCHERECCI MAZARA DEL VALLO SEQUESTRATI DA LIBICIIl 26 novembre l’associazione Armatori del Medio Adriatico, nel segnalare e documentare le gravi difficolta’ delle marinerie interessate, ha rappresentato gli effetti negativi del decreto, che si sostanziano in un sensibile ridimensionamento dei quantitativi di pescato e nella riduzione di specie bersaglio, tra cui quelle piu’ pregiate. L’associazione proponeva quindi una revisione dei termini del divieto, anticipando soluzioni da praticare, per ora, in forma volontaria, che potrebbero confluire nel tempo in un vero e proprio piano di gestione capace di determinare, ai fini della tutela degli stock ittici e delle opportunita’ riproduttive nell’area, effetti durevoli con il concorso responsabile degli stessi operatori. “Gia’ il 27 luglio scorso – ricorda Pepe – con una nota indirizzata al sottosegretario alla Pesca, Giuseppe Castiglione, avevamo segnalato le criticita’ per la marineria abruzzese (condivise anche da una parte della marineria marchigiana) derivanti dal prolungato divieto di pesca imposto per l’area della Fossa di Pomo. Ora torniamo a sottolineare il problema: abbiamo spiegato che ‘ove dovesse permanere un divieto di pesca obiettivamente afflittivo per la categoria, aggravato da incomprensibili deroghe per chi esercita tipologie di prelievo che mettono seriamente a rischio i riproduttori, potrebbero determinarsi, con l’accentuazione di uno stato di crisi gia’ oggi grave, sia ragioni di contenzioso non infondato che incresciosi disordini. Il tema e’ serio e delicato e merita certamente uno sforzo (politico e tecnico) di approfondimento concludente e risolutivo’. Su questi aspetti – conclude l’assessore – abbiamo una piena sintonia con le Regioni Marche e Molise, con le quali abbiamo deciso sin dall’inizio di muoverci in sinergia”.

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