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D’Alfonso: dimissioni solo dopo convalida da senatore. Legnini? Ci sono anche altre personalità

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L’Aquila. “Sono dimissioni in corso di istruttoria che arriveranno il giorno stesso della convalida. E per la convalida sono all’opera per fare in modo che questi giorni siano produttivi a favore degli abruzzesi”. Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, eletto senatore con il Pd, a margine di una conferenza stampa a Pescara conferma che si dimetterà solo dopo la convalida a Palazzo Madama. “L’insediamento di un senatore ha due passaggi – ricorda il governatore – la proclamazione e la convalida. Io attendo che gli organi collegiali del Senato facciano la verifica dei poteri che poi si conclude con la convalida e lo stesso giorno farò questa difficile lettera agli abruzzesi e anche al mio vicepresidente Lolli”. A chi gli chiede se la sua decisione non rappresenti un danno d’immagine, D’Alfonso risponde: “Conto di portare a segno questo procedimento entro cento giorni che sono forse i giorni necessari per concludere l’attività di convalida, ma in questo lasso di tempo dimostrerò anche quanto è costata la nostra attività di Governo al bilancio della Regione Abruzzo e quanto abbiamo portato a favore degli abruzzesi dentro al bilancio della Regione Abruzzo. Oltre tremiliardi di euro aggiuntivi che noi abbiamo spalmato per la vita delle imprese, per le infrastrutture, per i territori. Mai si è fatto un lavoro di questo tipo né andando indietro in Abruzzo né confrontandoci con altre regioni. Mi piace molto questo livello di rendicontazione rispetto alla quale sfido chiunque a fare altrettanto”.

Mentre nella sede della Regione Abruzzo è in corso un incontro del Pd regionale dai toni piuttosto accesi, il governatore D’Alfonso sottolinea che “le riunioni a voce alta sono riunioni vere. Il mio interesse – osserva – è che il centrosinistra abbia tempo per ritrovare anche un pensiero politico, sociale, perché la sconfitta è stata indiscutibile, abbiamo perso 70mila voti, cioè 200 voti a comune”. “Sono
convinto – dice – che la prossima volta si possa fare con un candidato all’altezza, con un programma radicale e coraggioso e con candidature che rappresentino tutti i territori. Io l’altra volta ho preso il 47% doppiando i due avversari. Zingaretti nel Lazio ha vinto e nella stessa giornata ha perso il Pd alle politiche. Si può trovare anche uno migliore di Zingaretti per l’Abruzzo”. Sull’ipotesi Legnini il neo senatore sottolinea che “Giovanni ha un patrimonio di esperienza che è favoloso”, ma che “ci sono anche altre personalità, altre risorse”.

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