L’Aquila. All’Aquila la scienza è scesa in piazza e ha trovato una casa anche nei campi, negli alveari, nelle stalle e nei prodotti che ogni giorno arrivano sulle nostre tavole. È questo il messaggio portato da Coldiretti L’Aquila a SHARPER – La Notte Europea dei Ricercatori, trasformando il cuore della città in un laboratorio a cielo aperto capace di coinvolgere cittadini e, soprattutto, tantissimi bambini.
Lungo il Corso, lo spazio allestito da Coldiretti è diventato un luogo di incontro, scoperta e sperimentazione. A catturare l’attenzione dei più piccoli sono state esperienze concrete, capaci di dimostrare come dietro un alimento, un animale o una coltivazione ci sia un patrimonio di conoscenze, tradizioni e innovazione.
Dal latte alla trasformazione in formaggio, raccontata da Simona De Santis, ai segreti dell’alveare illustrati da Valentina Vizzani; dal ruolo del bovino come patrimonio del territorio, approfondito da Ra Gio’ di Sole di Coccia Miriana, fino al mais nero e alle sue caratteristiche legate alla biodiversità, al colore e alle proprietà nutrizionali, presentate da Luca Tarquini. Un percorso che ha permesso di guardare con occhi diversi ciò che spesso appare quotidiano e familiare.
La curiosità dei bambini, le domande, l’osservazione e la voglia di sperimentare hanno restituito l’immagine più significativa della giornata. Perché l’agricoltura non è soltanto produzione di cibo: è ricerca, biodiversità, tutela del territorio, innovazione e attenzione alla salute. È un settore nel quale il sapere scientifico si intreccia ogni giorno con l’esperienza di chi lavora la terra e custodisce gli animali e le produzioni locali. E proprio al rapporto tra alimentazione e salute è stato dedicato l’incontro “Il cibo come strumento di prevenzione”, ospitato nella Libreria Colacchi. Al centro del confronto, il ruolo dell’alimentazione nella tutela della salute, con il contributo della dottoressa Sabina Zara e della dottoressa Francesca Scimia, dietiste dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila.
L’incontro ha rappresentato anche un ulteriore momento nel percorso di collaborazione e confronto avviato da Coldiretti L’Aquila con la Direzione Sanitaria dell’Ospedale San Salvatore, che l’organizzazione ha ringraziato per la disponibilità e la sensibilità dimostrate. Al termine dell’appuntamento, la Delegata di Coldiretti Giovani Impresa L’Aquila, Miriana Coccia, e il Segretario dei Giovani, Giuseppe Ciciotti, hanno voluto esprimere il proprio ringraziamento alle due professioniste attraverso un gesto simbolico, omaggiandole con i libri “Il Cibo a Pezzi” e “I cibi falsi”. È stato, in fondo, il filo conduttore dell’intera esperienza a SHARPER: partire da un alimento per arrivare alla conoscenza. Un bicchiere di latte, un alveare, un chicco di mais o un animale possono diventare l’occasione per porsi una domanda. E proprio dalle domande nasce la curiosità, dalla curiosità la conoscenza e dalla conoscenza una maggiore consapevolezza del valore della terra e di ciò che produce.
Coldiretti L’Aquila ha voluto raccontare così un’agricoltura capace di guardare al futuro, nella quale tradizione e innovazione convivono e dove il lavoro nei campi si lega sempre più alla ricerca, alla sostenibilità, alla biodiversità e alla prevenzione. E per chi ha partecipato a SHARPER e per chi non ha ancora avuto l’occasione di conoscere da vicino questo mondo, l’appuntamento è già fissato. Il 9, 10 e 11 ottobre torna infatti il Villaggio Coldiretti L’Aquila, tre giornate dedicate alle aziende di Campagna Amica, alle fattorie didattiche, agli incontri, all’Agriasilo e a numerose attività pensate per adulti e bambini.
Dalla piazza ai campi, il messaggio resta lo stesso: conoscere ciò che mangiamo significa comprendere il lavoro, il territorio e la ricerca che ci sono dietro ogni prodotto. E significa, soprattutto, imparare che prendersi cura della terra vuol dire anche prendersi cura del futuro.








