The news is by your side.

Cresce mercato Green Pass, in Francia richiesta di attestati falsi è aumentata del 5000%

49

Aumenta la domanda di certificati falsi di vaccinazione e test negativi in un momento in cui molti paesi discutono sull’adozione di regole simili a quelle francesi, che ne prevedono l’esibizione obbligatoria per entrare in ristoranti, cinema, eventi sportivi e culturali. Proprio in Francia, la richiesta di attestati falsi è aumentata del 5000% e crescono i canali di comunicazione e scambio su Telegram. In Italia, dove si è già mossa la Gdf, si è aperta una indagine su un medico ‘no vax’ che avrebbe chiesto ad un impiegato della sanità una certificazione falsa dietro pagamento. A scoprire la crescita esponenziale di richieste in Francia, la società di sicurezza informatica Check Point Software Technologies che ha tracciato le diverse tendenze che si stanno delineando. La prima è la crescita di canali di comunicazione su Telegram che offrono falsi certificati di vaccinazione e test negativi per il coronavirus; la seconda è l’aumento “drammatico del numero di utenti che si uniscono a gruppi con test e certificati fraudolenti”.

Da poche centinaia di utenti, sono ora migliaia le persone ad essere in gruppi simili. Un gruppo francese, per esempio, ne ha già più di 7000. “I criminali informatici stanno cercando di approfittare della situazione e offrono aiuto per aggirare le regole su Telegram – spiega Marco Fanuli, Security Engineer Team Leader di Check Point Software Technologies – Purtroppo, l’enorme interesse innesca una ulteriore spirale pericolosa perché più soldi fanno gli hacker da queste attività, più cercano di migliorare i loro metodi e aumentare ancora di più i loro profitti. È quindi necessario unificare le regole e permettere una facile autenticazione, rendendo il più difficile possibile qualsiasi tentativo di aggiramento”. Il fenomeno si è già manifestato in Italia. Due settimane fa la Gdf ha sequestrato 10 canali Telegram attraverso i quali venivano commercializzati certificati falsi, canali a cui si erano già registrati migliaia di utenti. La tariffa per i pass fasulli venduti nel dark web, oscillava tra i 100 e i 130 euro.

Mentre è notizia di oggi che nel trevigiano il medico di una Usca, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, in prima linea sul territorio nella lotta alla pandemia, avrebbe chiesto all’impiegato di un punto vaccinale di ottenere il certificato vaccinale non avendo fatto la somministrazione, con la promessa di versargli 100 euro. C’è un’indagine in corso, saranno i Nas a far luce sull’accaduto.

Articoli più letti

Ultimi articoli