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Covid: in Abruzzo sale occupazione terapie intensive, cala quella in area medica “non critica”

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Pescara. Continua a oscillare, tornando al 13% (con un calo di un punto in 24 ore), la percentuale di posti letto nei reparti di ‘area non critica’ occupati da pazienti con Covid-19 in Italia. Restano 4 le regioni che superano la soglia del 20%: Umbria (31%), Basilicata (24%), Calabria (23%), Abruzzo (22%).

È ferma, invece, al 4%, nelle ultime 24 ore in Italia, l’occupazione delle terapie intensive (un anno fa era 24%) da parte di pazienti con Covid-19. Questi i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) del 10 maggio 2022, pubblicati oggi.

Per quanto riguarda, l’occupazione dei posti nelle terapie intensive, a livello giornaliero cresce in 3 regioni: Abruzzo (al 6%), Campania (7%), Puglia (6%); mentre cala in 6: Calabria (4%), Lazio (5%), Liguria (6%), Pa Bolzano (3%), Piemonte (3%), Veneto (2%). La percentuale e’ stabile in 12 regioni e province autonome: Basilicata (3%), Emilia Romagna (4%), Friuli Venezia Giulia (5%), Lombardia (2%), Marche (2%), Molise (5%), Pa Trento (2%), Sardegna (4%), Sicilia (4%), Toscana (4%), Umbria (5%), Valle d’Aosta (3%).

Nessuna regione supera la soglia del 10%.

Sempre a livello giornaliero, l’occupazione dei posti nei reparti ospedalieri di area medica o ‘non critica’ da parte di pazienti con Covid-19 cala in 8 regioni: Abruzzo (22%), Basilicata (24%), Lazio (14%), Liguria (12%), Marche (13%), Pa Bolzano (8%), Piemonte (9%), Sicilia (19%).

Cresce, invece, in 6 regioni e province autonome: Campania (17%), Friuli Venezia Giulia (13%), Lombardia (10%), Molise (14%), Pa Trento (14%), Valle d’Aosta (19%).

È stabile in 7: Calabria (23%), Emilia Romagna (14%), Puglia (18%), Sardegna (17%), Toscana (10%), Umbria (31%) e Veneto (8%).

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