Pescara. Continua a calare, in Italia, la percentuale di posti letto in area non critica occupati da pazienti Covid. Con un ulteriore -1% in 24 ore torna infatti al 15%, esattamente un anno fa toccava il 31%.
L’occupazione delle intensive è invece ferma al 7%, a fronte del 26% che si registrava lo scorso anno. Lo indicano i dati del monitoraggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornati al 2 marzo 2022 e con quelli del 2 marzo 2021. Nel dettaglio, attualmente, la percentuale di posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti con Covid cresce a livello giornaliero in 4 regioni o province autonome: Molise (all’8%), Pa Trento (6%), Sardegna (14%) e Toscana (10%).

E cala in altrettante: Abruzzo (7%), Lazio (11%), Marche (8%), Umbria (6%). Il tasso di occupazione delle intensive è, invece, stabile in 13: Basilicata (4%), Calabria (8%), Campania (6%), Emilia Romagna (7%), Friuli Venezia Giulia (9%), Liguria (8%), Lombardia (5%), Pa Bolzano (1%), Piemonte (6%), Puglia (7%), Sicilia (8%),Valle d’Aosta (9%) e Veneto (5%).
Per quanto riguarda l’occupazione dei posti letto nei reparti di area medica (detta ‘non critica’) da parte di pazienti con Covid-19, a livello giornaliero, la percentuale cresce solo in Molise (16%) e Sardegna (20%), mentre scende in 12 regioni: Abruzzo (al 24%), Emilia Romagna (14%), Friuli Venezia Giulia (15%), Lazio (20%), Liguria (18%), Lombardia (9%), Marche (17%), Piemonte (12%), Sicilia (27%), Toscana (15%), Umbria (22%), Valle d’Aosta (11%).
Il tasso è stabile, infine, in 7: Basilicata (25%), Calabria (al 25%), Campania (16%), Pa di Bolzano (14%), Pa Trento (9%), Puglia (20%) e Veneto (9%).



