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Covid: gli italiani temono contagi sui bus e nei supermarket, 37% ha posticipato le cure

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Pescara. I luoghi dove maggiore è il timore di poter essere contagiati dal virus SarsCov2 sono i mezzi pubblici (24,4%), in particolare fra le generazioni più giovani (39,4%, 18-34 anni), e il supermercato (26,2%), soprattutto fra i più anziani (34,1%) e la componente femminile (30,2%).

È quanto emerge dai dati dell’indagine Tech4Life, promossa da Confindustria Dispositivi Medici e realizzata da
Community Research & Analysis, su un campione di 1.211italiani, a un anno dallo scoppio dell’emergenza sanitaria nel nostro Paese.

Viceversa, gli ambienti dove le ricerche epidemiologiche segnalano la maggiore probabilità di contagio, come fra familiari (4,5%) e amici (5,5%), nell’immaginario collettivo invece sono raramente considerati come pericolosi. Inoltre, il 37% degli intervistati ha posticipato l’accesso ai servizi di prevenzione, diagnostica e cura: la principale motivazione che ha spinto gli intervistati a ritardare a cure e servizi di prevenzione è stata la paura del contagio (46,9%), seguita dall’impossibilità di accedere alle strutture sanitarie a causa del loro impegno nel contrasto alla pandemia da COVID-19 (39%), solo marginalmente, per motivi economici (0,7%). Oltre il 40,0% delle donne ha scelto di rinviarle contro il 31% degli uomini.

Dunque, rileva l’indagine, oltre il 40% degli ultracinquantacinquenni ha rinviato esami, visite e test a cui si sarebbe
sottoposto senza la pandemia. A rimandare sono stati maggiormente gli abitanti delle regioni meridionali
(43,6%) e delle Isole (46,6%).

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