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Covid, gli esperti: “Zone a colori ormai ben collaudate, vanno apportate solo modifiche”

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Pescara. Meglio conservare l’attuale sistema dei colori per indicare le zone in cui il virus SarsCoV2 circola maggiormente: è il parere della Fondazione Gimbe, secondo la quale è opportuno pensare a nuovi criteri, ma una revisione integrale del sistema rischia di “avvitarsi in sterili tecnicismi”.

Per il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, “la verosimile ripresa della circolazione del virus in un’Italia quasi tutta gialla richiede una revisione dell’algoritmo delle Regioni ‘a colori’, come già proposto dalle Regioni”.

Con il progredire delle vaccinazioni di anziani e fragili, prosegue, “entriamo in una fase dell’epidemia dove a fronte di
un’elevata circolazione del virus ci si attende un impatto sempre minore sugli ospedali”.

Tuttavia, secondo Cartabellotta, “una revisione integrale del sistema rischia di avvitarsi in sterili tecnicismi e di divenire terreno di scontro Governo-Regioni, che, ritardando la modifica normativa, potrebbero nel frattempo mandare in arancione alcune Regioni”.

Per questi motivi la Fondazione Gimbe “suggerisce piuttosto di mantenere lo stesso impianto, ormai ben rodato, procedendo immediatamente ad un suo rapido restyling: ripristinare le soglie dell’indice Rt fissate dal DPCM 3 novembre 2020, ridurre complessivamente il ‘peso’ dello stesso indice per assegnare il colore alle Regioni e, soprattutto, integrare indicatori relativi alle coperture vaccinali”.

 

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