
L’Aquila. Ben venga l’ampliamento della platea vaccinabile con il secondo booster antiCovid a tutti gli over 60, ma finora “le somministrazioni nelle persone più vulnerabili non sono mai decollate” e rappresentano “un flop su cui pesano anche inaccettabili differenze regionali”.
Le coperture con la quarta dose sono al 47,8% per immunocompromessi e appena al 22,5% per gli over 80 e fragili. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, sottolineando che il motivo è “la completa mancanza strategia di sensibilizzazione: anzi, a causa delle aspettative sui vaccini aggiornati le persone sono state dissuase dall’effettuare la quarta dose subito”.
Alle 6.00 del 13 luglio sono state somministrate 994.379 quarte dosi, a over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti Rsa, con una copertura che va dal 7,8% della Calabria al 42,1% del Piemonte. Mentre quelle somministrate agli immunocompromessi sono state 378.198 con coperture che vanno dal 13,5% della Calabria al 100% del Piemonte. “Tenendo conto del quadro di elevata circolazione è cruciale effettuare la quarta dose subito con i vaccini attuali che, seppur ‘vecchi’, si sono dimostrati ampiamente efficaci nel riportare a livelli elevati la copertura nei confronti della malattia grave, che declina progressivamente a 120 giorni dalla terza dose”. Mentre, rispetto ai vaccini aggiornati Gimbe ribadisce che “quelli in via di approvazione sono tarati su Omicron BA.1, ovvero non sappiamo quanto proteggano dalle ultime varianti BA.4 e BA.5”, inoltre “non vi è alcuna certezza sulla data di approvazione e reale disponibilità”. A preoccupare sono anche le percentuali di chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino, ferme all’88%, e di chi ha completato il ciclo, ferme all’87%. Mentre sono 6,84 milioni i non vaccinati, di cui 2,6 milioni di guariti protetti solo temporaneamente e 7,85 milioni coloro che non hanno ancora ricevuto la terza dose.



