
Pescara. A partire da marzo 2021, in Italia, sono state 60.066 le prescrizioni di anticorpi contro il Covid-19 (+3,68% rispetto a 57.933 di 14 giorni fa). Di queste, 59.410 sono state le terapie per pazienti con malattia non grave e di recente insorgenza ma a rischio di progressione verso forme severe, mentre 656 sono state le prescrizioni per l’utilizzo in profilassi pre contagio, che vedono la maggior crescita (+46% in due settimane).
È quanto emerge dal 51/mo monitoraggio dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Dall’inizio del monitoraggio, la maggior parte dei pazienti trattati (23.714, +0,68% rispetto al precedente monitoraggio di due settimane fa) ha ricevuto casirivimab-imdevimab, seguita dal mix bamlanivimab-etesevimab (17.242, +0,06%) e da sotrovimab (17.631, +11,05%), ultimo approvato. Ferme a 823 le prescrizioni di bamlanivimab da solo, non più prescrivibile in monoterapia. In particolare, la profilassi a base dell’associazione di due anticorpi tixagevimab e cilgavimab, sviluppata per la prevenzione di Covid-19 negli adulti e autorizzata solo per soggetti con grave compromissione del sistema immunitario, vede una crescita del 46,76% (209 dosi in 2 settimane).
I monoclonali sono ora prescritti in 283 strutture delle 21 regioni e province autonome. In numeri assoluti, Veneto, Lazio e Toscana restano in testa per maggiore utilizzo di monoclonali in terapia, rispettivamente con 9.615, 8.808 e 5.101. Mentre Lombardia (con 192 prescrizioni) e Lazio (114) hanno visto più prescrizioni per la profilassi con Evusheld (tixagevimab-cilgavimab).


