Pescara. Trasformare gli scarti agroalimentari in ingredienti cosmetici, portare i principi attivi dove servono e misurare in modo oggettivo il benessere che un cosmetico trasmette.
Su questi temi il Dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara ha presentato sei contributi alla 2a SITCOSM Conference, il Convegno nazionale di cosmetologia promosso da SITELF e Società Chimica Italiana, che si è svolto nei giorni scorsi all’Aurum di Pescara.
Il gruppo di Tecnologia farmaceutica, coordinato dalla Professoressa Piera Di Martino, con la
Dottoressa Maria Rosa Gigliobianco e in collaborazione con il gruppo della Professoressa Susi Zara, ha presentato idrogel a base di sericina, una proteina recuperata dalla filiera della seta, che si applicano spray e formano un film sulla pelle; un estratto fermentato di cladodi di fico d’India come nuovo ingrediente funzionale; liposomi prodotti per microfluidica per veicolare i composti attivi del polline d’api; e la valorizzazione delle vinacce, in collaborazione con l’INSAT di Tunisi.
In uno studio condotto con i colleghi di Psicologia, una crema alla lavanda è stata valutata su 40
volontari anche con elettroencefalografia e pupillometria: i primi dati indicano una minore ansia percepita rispetto alla base neutra. Il gruppo di Microbiologia del Dipartimento, con Mara Di Giulio e Silvia Di Lodovico, ha presentato infine uno studio sui tester cosmetici come possibile veicolo di batteri resistenti agli antibiotici. Gli abstract sono pubblicati ad accesso aperto sulla piattaforma Zenodo (doi.org/10.5281/zenodo.23761638).
“La cosmetica è un settore strategico per l’economia italiana, e la ricerca universitaria può fare la differenza – spiega la Professoressa Piera Di Martino, Ordinaria di Tecnologia farmaceutica alla “d’Annunzio” e Presidente del gruppo SITCOSM. – Al convegno i nostri giovani ricercatori hanno mostrato come scarti agroalimentari e nuove tecnologie possano diventare prodotti più sostenibili ed efficaci, in dialogo diretto con le aziende. È la strada su cui vogliamo continuare a investire.»



