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Coronavirus, torna la paura in Abruzzo: nell’ultimo mese da 0 a 14 ricoverati

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L’Aquila. Aumentano i pazienti ricoverati con sintomi da coronavirus. Nell’ultimo mese, infatti, il numero dei ricoverati sale da 0 a 14. Viene confermata la diffusione endemica del virus anche in Abruzzo. Questo quadro emerge dal monitoraggio indipendente della fondazione Gimbe, un think tank che si occupa di ricerca in ambito sanitario e che esorta la politica e le istituzioni a garantire una comunicazione oggettiva, equilibrata e coerente in modo da non disorientare i cittadini.

“Nell’ultimo mese due spie rosse confermano la necessità di mantenere alta la guardia, senza allarmismi ma con senso di grande responsabilità individuale e collettiva”, commenta il presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. I ricercatori sottolineano come si sia registrata un’inversione di tendenza nel trend dei pazienti ospedalizzati con sintomi, in costante discesa da inizio aprile fino a luglio.

Per quanto riguarda i dati un nuovo aumento dei casi positivi al Covid-19 in Abruzzo: ieri sono stati rilevati 16 nuovi casi positivi (5 in provincia dell’Aquila, 4 in provincia di Teramo, 7 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza).

Nessun nuovo decesso in Abruzzo. I pazienti ricoverati sono 24 (di cui 1 in terapia intensiva), mentre 189 positivi sono in isolamento domiciliare; 2827 dimessi/guariti. Gli attualmente positivi sono dunque 203, mentre i tamponi effettuati fin dall’inizio dell’emergenza hanno raggiunto quota 136214; nelle ultime 24 ore ne sono stati svolti 1234, di cui i 16 casi risultati positivi rappresentano l’1.3%.

“In Abruzzo è ancora obbligatorio indossare la mascherina, anche all’aperto, laddove non sia possibile rispettare il distanziamento sociale”, commentano dalla task force regionale per l’emergenza da Covid19, e invitano istituzioni e amministrazioni locali a “rafforzare un minimo la vigilanza, anche solo per far capire che i controlli ci sono. La nostra esperienza”, concludono, “è la riprova del fatto che chi ha fantasticato su una riduzione della potenza infettiva ha sbagliato. Purtroppo l’attuale situazione mondiale e i nostri casi dimostrano che quando il virus circola trova ospiti più suscettibili”.

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