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Coronavirus, Rappuoli: su anticorpi gli Usa sono avanti. Per Trump usati 8 grammi, nostre dosi inferiori

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L’Aquila. Sugli anticorpi monoclonali le americane Eli Lilly e Regeneron “sono più avanti. Non hanno ancora avuto l’approvazione definitiva, ma la Fda ha dato l’ok per l’emergency use, più o meno l’equivalente del nostro uso compassionevole. Noi invece iniziamo in febbraio la fase 1 e saremo pronti tra aprile e maggio. Prima di giugno potremmo avere l’approvazione”. Lo ha detto all’ANSA Rino Rappuoli, direttore scientifico di Gsk Vaccines e coordinatore della ricerca sugli anticorpi di Toscana Life Sciences.

Il microbiologo ha poi spiegato la differenza tra gli anticorpi monoclonali italiani e quelli Usa: “Per i loro ci vuole una grossa dose, basti pensare che a Trump sono stati somministrati 8 grammi del Regeneron per via endovenosa, mentre il nostro obiettivo è di averne di più potenti e usare dosi più basse: puntiamo a 100
milligrammi in una semplice iniezione.

Dai dati pubblicati finora, Eli Lilly usa 2,7 grammi, e 0,7 grammi”. Rappuoli ha sottolineato che gli anticorpi monoclonali sono da usare nella fase iniziale dell’infezione da Sars_CoV2, in pazienti non gravi e non ospedalizzati. “Quelli americani sono monoclonali diversi dai nostri ma hanno la stessa funzione. Sono confidente che gli anticorpi su cui stiamo lavorando siano capaci di neutralizzare anche le varianti del virus”, ha concluso”

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